Terza dose, quale vaccino è meglio fare?

Da oggi in Italia via libera alla terza dose per gli over 40: ma quali sono le differenze tra i vaccini e quale booster è più indicato tra Pfizer e Moderna?

Covid, Iss: “La dose booster protegge al 95% dalla malattia grave”
(Unsplash)
newsby Giulia Martensini22 Novembre 2021


Oggi sono iniziate in Italia le somministrazioni della terza dose agli over 40. Sono utilizzati solo i vaccini mRna autorizzati in Italia, quindi Pfizer e Moderna. Anche per i soggetti vaccinati con Astrazeneca e Johnson&Johnson, per la dose booster verrà utilizzato un vaccino Pfizer o Moderna.

Uno studio pubblicato dal CDC a settembre che ha confrontato l’efficacia del vaccino tra gli adulti. Dai risultati è emerso che due dosi del vaccino di Moderna erano efficaci al 93% nel prevenire l’ospedalizzazione. Due dosi di Pfizer erano efficaci all’88% e una dose di Johnson & Johnson era del 71 % efficace.

Terza dose, meglio Pfizer o Moderna?

Una ricerca pubblicata negli ultimi mesi segnala anche che l’iniezione di Moderna batte quella di Pfizer in termini sia di conta degli anticorpi che di ospedalizzazioni prevenute. Una tesi confermata da uno studio del National Institutes of Health  ha scoperto che l’iniezione di richiamo di Moderna ha aumentato i livelli di anticorpi in misura leggermente maggiore di Pfizer. Lo studio ha scoperto che le persone che hanno  ricevuto il vaccino Moderna, ricevendo lo stesso richiamo hanno visto aumentare di 10 volte il livello di anticorpi. Coloro che hanno ricevuto un booster Pfizer hanno avuto livelli di anticorpi aumentati di 9 volte.

Tuttavia, entrambi i booster di mRNA sono decisamente più avanti rispetto a J&J.

Secondo i dati presentati  dal CDC , la protezione dal vaccino Pfizer sembra svanire più rapidamente rispetto ai vaccini Moderna.

Occorre sottolineare che l’iniezione di Pfizer contiene 30 microgrammi di vaccino, così come il suo booster. Le iniezioni originali di Moderna erano dosi da 100 microgrammi, ma il richiamo è approvato come mezza dose.

Kathryn Edwards, ricercatrice di vaccini presso il Vanderbilt University Medical Center, ha affermato che la dose più bassa di Moderna può ridurre gli effetti collaterali a breve termine. La dose ridotta dovrebbe quindi diminuire sintomi quali febbre e dolori muscolari associati alla dose più alta del vaccino.

I vaccini di Moderna e Pfizer sono stati collegati a un effetto collaterale dell’infiammazione cardiaca noto come miocardite negli uomini più giovani. Tuttavia i dati presentati venerdì ai consulenti del CDC suggeriscono che una dose di richiamo non aumenta tale rischio.


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