Covid, la variante “Centaurus” fa paura: tutto quello che sappiamo

In autunno potrebbe sostituire Omicron 5. In India è stata classificata già a maggio e presenta 8 mutazioni sulla spike, 45 mutazioni in comune con BA.5 e 15 peculiari

Il Covid è sempre al centro degli studi della scienza in laboratorio
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newsby Redazione30 Agosto 2022


Ora tocca a Centaurus. La nuova ondata Covid autunnale sarà guidata dalla sotto variante Omicron BA.2.75 (soprannominata sui social “Centaurus”), che ha tutte le carte in regola per sostituire l’attuale dominante, BA.5.

Classificata in India già nel mese di maggio, Centaurus ha raggiunto diversi paesi del mondo, tra cui, secondo quanto riferito da Pango, sito internazionale di raccolta genomi, anche l’Italia. Per il momento, anche se è prematuro avventurarsi in previsioni su larga scala, pare che possa avere un impatto inferiore rispetto a quello inizialmente visto con BA.5, come testimoniano anche i dati che riguardano proprio l’India e che sono stati raccolti e diffusi dal ricercatore della Fred Hutch, Trevor Bedford.

L’indice Rt e il legame con i recettori umani ACE2

Le stime iniziali di Rt per BA.2.75 negli Usa sono a circa 1,3, che è maggiore dell’attuale Rt di BA.5, fermo a circa 1,0, ma inferiore all’Rt iniziale di BA.5 di circa 1,6. Analizzando questo semplice dato si può dunque evincere come BA.2.75 sia destinata a sostituire BA.5, ma in modo relativamente lento, nel corso di mesi, e con la speranza che, nel frattempo, provochi epidemie modeste.

A preoccupare gli scienziati e gli epidemiologi di tutto il mondo, però, c’è la notizia secondo cui Centaurus starebbe acquisendo nuove mutazioni di spike, che potrebbero anche portare a “rinforzarla”. Inoltre, i risultati di uno studio italiano, pubblicato sull’European Journal of Internal Medicine a cura dell’Università dell’Insubria, mostrano come Centaurus sia molto efficiente nel legarsi ai recettori umani ACE2, addirittura tremila volte meglio rispetto alla prima variante Alfa.

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Le caratteristiche di Centaurus

Tracciando un primo identikit di Centaurus possiamo dire che BA.2.75 presenta 8 mutazioni sulla spike, 45 mutazioni in comune con BA.5 e 15 peculiari. In particolare, differisce con due mutazioni chiave: G446S e R493Q. La prima, come spiegano gli scienziati del Laboratorio di Evoluzione Proteine e Virus del Fred Hutch (Usa), è in una dei più potenti siti di fuga dagli anticorpi indotti dagli attuali vaccini.

Per quanto riguarda la contagiosità, secondo uno studio non ancora pubblicato dell’Imperial College di Londra, Karolinska Institutet di Stoccolma, Università di Città del Capo e Politecnico di Zurigo, le capacità di BA.2.75 di sfuggire ai nostri anticorpi non sarebbero comunque migliori rispetto a quelle di Omicron 5.

La speranza di un vaccino “aggiornato”

Per cercare di arginare il diffondersi di Omicron 5, di Centaurus e di tutte le altre possibili varianti che potrebbero generarsi nei prossimi mesi, la campagna vaccinale autunnale sarà basata sui vaccini aggiornati, come ha confermato al Corriere della Sera Salute l’Istituto Superiore di Sanità per bocca di Graziano Onder. Da una parte c’è il vaccino di Moderna, che lo ha basato su Wuhan e BA.1. Dall’altra c’è quello di Pfizer che, invece, è un trivalente con Wuhan, BA.4 e BA.5, ma la cui sperimentazione finale, al momento, è solo sui topi.


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