Covid, stop alle mascherine al chiuso: ma i contagi sui luoghi di lavoro…

Dal 1° maggio si darà addio ai dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus, ma l’effetto Omicron ha fatto esplodere il numero dei casi positivi nei luoghi professionali. Questo potrà influire sulla decisione del governo

Una Mascherina FFP2
Foto Pixabay | Alexandra_Koch
newsby Lorenzo Grossi22 Aprile 2022


In Italia l’obbligo di indossare le mascherine al chiuso scadrà alla fine di aprile. Tuttavia è ancora presto per escludere una eventuale proroga. Al momento sembra probabile che l’uso del dispositivo di protezione individuale sarà riconfermato nei cinema e sui mezzi di trasporto. Con un probabile passaggio dalle FFP2 alle chirurgiche. L’obbligo dovrebbe restare in vigore anche nei luoghi di lavoro. Anche perché, proprio in quest’ultimo ambiente, i numeri non sono molto confortanti. Andiamo a vedere il perché.

Nei prossimi giorni tutto dovrebbe apparire molto più chiaro. Il governo assumerà una decisione definitiva su quello che succederà da domenica 1° maggio sull’utilizzo delle mascherine, anche al chiuso. Se sembra probabile che gli avventori dei negozi e dei supermercati non dovranno più indossarle, non dovrebbe valere lo stesso discorso per quanto riguarda uffici e aziende e in generale in tutti i luoghi di lavoro. I motivi sono più di uno.

Covid, mascherine al chiuso ed effetto Omicron: i contagi sul lavoro nei primi 3 mesi 2022

Innanzitutto va constatato che in posti come i mezzi pubblici e i cinema, inevitabilmente, la trasmissione del contagio sia più probabile rispetto ad altri luoghi per via dell’elevata concentrazione di persone in un luogo chiuso e (tendenzialmente) circoscritto. Non è per nulla detto che questa spiegazione possa valere in generale per tutti i posti di lavoro. Tuttavia, proprio nelle ultimissime ore è stato pubblicato il 26esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da Covid elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail. Che cosa ci mostrano i nuovi dati?

Mascherina e dispositivi anti Covid
Foto | Pixabay KlausHausmann

Con 48.790 contagi sul lavoro, i primi tre mesi del 2022 hanno già superato il numero di casi registrato in tutto il 2021 (47.858). Il mese di gennaio, in particolare, con 27.682 infezioni di origine professionale denunciate si colloca dopo novembre e marzo del 2020 e prima di tutti i mesi del 2021. Anche febbraio e marzo 2022, con 11.167 e 9.941 casi rispettivamente, precedono tutti i mesi del 2021, con la sola eccezione di gennaio. Il report conferma, comunque, anche che il trend è in forte diminuzione dei casi mortali.

Tra gennaio e marzo di quest’anno, infatti, sono stati denunciati solo cinque decessi, pari allo 0,6% degli 853 casi mortali registrati dall’inizio della pandemia. Rispetto agli 835 rilevati alla data dello scorso 28 febbraio, i casi mortali sono 18 in più, di cui solo due, però, sono avvenuti a febbraio e uno a gennaio 2022, mentre 13 sono riferiti al 2021 e due al 2020. Il consolidamento dei dati permette, infatti, di acquisire informazioni non disponibili nei monitoraggi e nei mesi precedenti.

Il 2020, in particolare, con 575 decessi da Covid-19 raccoglie il 67,4% di tutti i casi mortali segnalati all’Inail, mentre il 2021, con 273 decessi, pesa per il 32% sul totale. Dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 31 marzo i contagi sul lavoro da Covid-19 segnalati all’Inail sono 245.392, pari a circa un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020 e all’1,7% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità alla stessa data.

Un'infermiera impiegata sul fronte Covid
Foto | Unsplash

Insomma, si sta proseguendo verso il tanto atteso graduale ritorno alla normalità. Però, come spesso sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza, non si potrà ancora mettere in tempi brevi la parola “fine” all’emergenza Coronavirus. Per quanto la situazione sia nettamente migliorata rispetto solamente a pochissimi mesi fa, bisognerà ancora aspettare. Nel frattempo, però, si può constatare una svolta storica nel suo “piccolo”: dopo 25 mesi ininterrotti, in moltissimi posti al chiuso, non si dovrà più indossare obbligatoriamente la mascherina anti-Covid. La prima regione italiana a imporla fu la Lombardia. Era la Domenica delle Palme del 2020: il ‘lontano’ 5 aprile di due anni fa.


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