Ucraina, Di Maio: “Le Minacce di Medvedev non ci fermano, cerchiamo la pace”

Il ministro degli Esteri: "Credo si debba ricordare sempre che c'è un aggredito, l'Ucraina, e un aggressore, la Russia"

newsby Fabrizio Rostelli8 Giugno 2022



Quelle di Medvedev sono “affermazioni gravi” che fanno parte di “una campagna d’odio verso quei Paesi che provano con tutte le loro forze una strada negoziale per arrivare alla pace. Queste affermazioni, insieme alle accuse alla stampa italiana da parte russa, non fanno che mistificare la realtà: credo si debba ricordare sempre che c’è un aggredito, l’Ucraina, e un aggressore, la Russia“. L’ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio in conferenza stampa presso la Farnesina aggiungendo che “queste minacce non fermano assolutamente i nostri tentativi di arrivare alla pace e i nostri sforzi in tutte quelle sedi dove è possibile ravvivare il negoziato“.

Ucraina, Di Maio: “Da Mosca ci aspettiamo fatti concreti sul grano. Situazione allarmante”


Noi apprezziamo tutti i tentativi di mediazione e speriamo che il dialogo tra i ministri degli esteri russo e turco possa portare a passi avanti sullo sblocco delle derrate alimentari ferme nei porti ucraini a causa del blocco militare russo. Ma prima delle parole vogliamo vedere i fatti. Ci aspettiamo fatti concreti della Russia rispetto allo sblocco del grano” ha aggiunto Di Maio. Ha poi sottolineato che “già in passato da Mosca ci sono stati altri proclami anche sul dialogo negoziale che però poi non è andato da nessuna parte“.


“Bloccando il grano, Mosca condanna a morte milioni di persone”


Durante la conferenza stampa tenuta assieme a Qu Dongyu, direttore generale della FAO, Di Maio ha dichiarato che “l’Italia ha fatto della sicurezza alimentare una priorità della propria politica estera. Le prossime saranno cruciali per sbloccare la situazione. Dalla Russia ci aspettiamo segnali chiari e concreti, perché bloccare le esportazioni del grano significa tenere in ostaggio e condannare a morte milioni di bambini, donne e uomini“.


Direttore generale FAO: “Questa crisi alimentare è una chiamata all’azione”


La crisi alimentare senza precedenti di questo memento va utilizzata come una chiamata. Una chiamata all’azione a breve, ma soprattutto a lungo e medio termine, che va intesa come approccio più scientifico possibile“. Lo ha dichiarato Qu Dongyu durante la conferenza stampa. “Dobbiamo creare catene alimentari rispettose dell’ambiente e favorire lo sviluppo rurale. Non ci aspettavamo la guerra in Ucraina, ma ora è nostro dovere agire. Dobbiamo cercare di capire come migliorare il nostro stile di vita per ridurre la nostra impronta sulla catena alimentare lo spreco di cibo“, ha concluso.

 


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