Torino, la promessa: “Cancellati 182 concerti, ma Eurovision diffuso in città”

Parte il Neet Working Tour: a Torino si parla di giovani, ma anche di Covid, famiglia e Ucraina. E di eventi: "Eurovision? Stiamo risolvendo"

newsby Redazione11 Aprile 2022



Stiamo lavorando perché Eurovision possa essere un evento condiviso in tutta la città. Stiamo cercando di capire come risolvere i problemi burocratici, ma credo troveremo una soluzione“. Così Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, sulla cancellazione di 182 concerti collaterali legati all’evento Eurovision che si terrà sotto la Mole a maggio.

Torino, tra Eurovision e ripartenza

Il sindaco si è poi soffermato sulla ripartenza di Torino dopo la lunga emergenza Covid. “L’abolizione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico per i dehor è stata ristorata dai ristori Covid del Governo. Terminati con la fine dell’emergenza, il Comune non ha i soldi per fare lo stesso. Se arrivassero soldi di nuovo dal Governo o dalla Regione potremmo ripristinarlo“, ha spiegato Lo Russo.


Lo Russo è intervenuto all’inaugurazione del Forum dedicato ai giovani e alla cittadinanza organizzato a Torino dal Consiglio d’Europa. Si è quindi soffermato sul delicato tema: “Siamo contenti e onorati di ospitare il Forum di tre giorni, perché si inserisce in un solco storico della nostra città. Sicuramente il Consiglio d’Europa che si terrà qui a maggio sarà un elemento di riflessione in un momento in cui c’è la guerra in Europa. I diritti e la democrazia non sono affatto scontati, ma vanno sempre difesi e promossi“.

Quindi il sindaco di Torino ha inquadrato la situazione dei giovani che non studiano né lavorano: “La questione dei Neet è di grande importanza, soprattutto con la pandemia e nelle fasce sociali più deboli. Le politiche giovanili sono elementi intorno alle quali l’amministrazione vuole lavorare anche grazie al Pnrr“.

Il problema dei neet in Italia


Anche Fabiana Dadone, ministra per le Politiche Giovanili, era a Torino per la partenza del Neet Working Tour. “Bisogna avere consapevolezza e insegnare ai Neet che hanno bisogno di uno stimolo. Abbiamo predisposto con il Governo una strategia di prossimità, con un contatto diretto con i ragazzi nelle piazze per proporre a tutte le offerte che ci sono ma che non sono conosciute – ha dichiarato –. C’è tanto lavoro da fare, abbiamo stanziato dei fondi per dedicare canali appositi nei centri per l’impiego e degli sportelli nei Comuni“.

Anche la ministra ha provato a mettere il problema al microscopio. “È difficile individuare il motivo per cui siano così tanti i Neet in Italia – ha dichiarato da Torino –. C’è una grande domanda di manodopera, ma non riusciamo a indirizzare i giovani. Devono sapere che c’è chi ha interesse per il loro destino, con il Pnrr siamo investendo soldi“.

Ucraina: da Torino un appello a ricordare i diritti


A nome del Governo, poi, la ministra Dadone è intervenuta sul conflitto in corso in Ucraina. “Il mondo degli adulti dovrebbe rinfrescarsi la memoria sull’importanza dei diritti. Davamo per scontato che l’Europa fosse un’unione di popoli, oggi invece è venuto fuori lo spirito di condivisione. E sono i giovani – ha ricordato all’evento di Torino – che devono insegnarcelo. L’invio delle armi non è stata una decisione facile, ma molto sofferta. Era necessario per aiutare la popolazione sotto attacco“.

La partenza del Neet Working Tour di Torino è anche l’occasione per parlare di famiglia. “Genitori omogenitoriali? Sono leggi di cui il Parlamento dovrebbe occuparsi. Io sono d’accordo, ma la maggioranza è molto composita con l’obiettivo di portare a termine il Pnrr. Ogni forza politica, però, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità per fare questo passo importante. Anche perché il mondo dei giovani ce lo chiede e se lo aspetta“, ha concluso la ministra Dadone.


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