Recovery Fund, Conte: “L’Italia ha
una sua dignità, c’è un limite”

Il presidente del Consiglio si sfoga alla cena dei leader Ue e attacca il primo ministro olandese: “Stai per compromettere una adeguata ed efficace reazione europea, dovrai risponderne davanti ai cittadini europei”

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newsby Lorenzo Grossi20 Luglio 2020


Giuseppe Conte torna a rivolgersi in maniera molto dura ai Paesi ‘frugali’ (Olanda, Danimarca, Svezia, Austria, Finlandia e repubbliche baltiche) che stanno bloccando la trattativa per il Recovery fund: il pacchetto da 750 miliardi di risorse da destinare alle economie dei Ventisette colpite dal Covid-19. “Il mio Paese ha una sua dignità. C’è un limite che non va superato”. La frase farebbe riferimento all’ipotesi di un voto all’unanimità del Consiglio Ue, ovvero degli altri Stati, sui singoli progetti di riforma nazionali, così come preteso dall’Olanda.

Lo scontro tra Conte e il primo ministro olandese sul Recovery Fund

Il presidente del Consiglio ha poi attaccato il primo ministro olandese, Mark Rutte, al tavolo del vertice Ue quando, all’ora di cena della giornata dei lavori di domenica, l’intesa sembra ancora lontana. “Potrai essere eroe in patria per qualche giorno”, ha detto Conte, “ma se ora si fa poco e tardi potrebbe poi servire più del doppio delle risorse per evitare la distruzione del mercato unico. E allora dovrai risponderne davanti agli europei”.

Per qualche ora nel braccio di ferro durissimo tra Italia e Olanda uno spiraglio è parso aprirsi e una mediazione è sembrata possibile. Poi, invece, al tavolo dei 27 Paesi dell’Ue si è arrivati all’ennesimo scontro, con Conte che ha alzato la voce a proposito dell’accordo sul Recovery Fund. “Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o che vi riguardi solo in parte”, ha tuonato Conte. “In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto sarai chiamato a risponderne pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso un’adeguata ed efficace reazione europea”. “Voi avete dubbi”, ha continuato Conte secondo le fonti, parlando ai ‘frugali’, “perché le risorse finanziare di cui ragioniamo oggi vi sembrano tante. In realtà è il minimo indispensabile per una reazione minimamente adeguata; se tardiamo la reazione dovremo calcolare il doppio o forse anche di più”.


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