“Quella statua di Putin è da demolire”: polemiche in provincia di Lucca

L’effige del presidente russo è stata installata nel 2019 dall’allora sindaco di Vagli di Sotto, ma adesso la maggior parte dei cittadini chiede di buttarla giù

Statua raffigurante Vladimir Putin
Foto | Italia 7
newsby Lorenzo Grossi26 Marzo 2022


Vagli di Sotto, il paesino di 844 abitanti immerso nell’Alta Garfagnana lucchese, è finito al centro della bufera. Polemiche infuocate vengono portate avanti dalla maggior parte dei cittadini (anche dei paesi limitrofi) a causa della grande statua raffigurante Vladimir Putin, installata nel 2019 sulle sponde del lago. A volerla l’allora sindaco, Mario Puglia. Decise di posizionare l’effige del presidente russo all’interno del “Vagli Park”. Si tratta di un complesso destinato principalmente a famiglie e gruppi che negli ultimi anni ha attirato un grandissimo numero di turisti.

Un’altra statua raffigurante Putin si trova a Bari

Nel complesso naturalistico c’è infatti il cosiddetto “Parco dell’onore e del disonore” dove spiccano le rappresentazioni in marmo. Non solo di Vladimir Putin, ma anche dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, di Alexander Prokhorenko, soldato russo che morì durante una missione in Siria, e molte altre. La controversa statua di Putin si trova, simbolicamente, al confine tra “l’onore e il disonore”. Come dichiarano i cittadini, “è l’ultima dal lato del disonore e molto vicina alle figure che rappresentano l’onore. In ogni caso, visto ciò che sta succedendo, è da demolire”. Gli abitanti del piccolo comune toscano, infatti, non ci stanno a vedere identificato il proprio paesino nell’attuale presidente russo, ora volto della discordia dopo gli attacchi in Ucraina. “Anche se si tratta di una raffigurazione, è una mancanza di rispetto per tutti coloro morti sotto le bombe di Putin”.

L’effige è l’unica in Italia, insieme a un’altra targa dedicata sempre all’oligarca russo a Bari. Anche là, ci sono importanti mobilitazioni per rimuoverla. A metterci la faccia e a puntare il dito, senza se e senza ma, a Mario Puglia (oggi è consigliere comunale di maggioranza) è stato il segretario del Partito Democratico di Vagli di Sotto, Enzo Coltelli. Facendosi portavoce dei cittadini, Coltelli ha chiesto pubblicamente la distruzione e, quindi, rimozione della statua. “Se già non aveva senso averla installata in passato, oggi più che mai il minimo che possiamo fare è eliminarla, considerando ciò che sta succedendo”.

Ma l’attuale sindaco non è d’accordo con la rimozione del monumento

Se da una parte il consenso della città è massimo, con proteste dei cittadini che invocano ogni giorno la demolizione, dall’altra l’Amministrazione comunale non ha accolto con entusiasmo la richiesta. Le motivazioni sono che la raffigurazione di Putin è inserita in un contesto neutro, non trovandosi esplicitamente dalla parte dell’onore del parco. È quindi parte dell’arredo urbano. Seppur il sindaco di Vagli, Giovanni Lodovici, si ponga “assolutamente contrario alla guerra”, sostiene allo stesso tempo che non sia arrivata una richiesta ufficiale in Comune. In quel caso, comunque, l’idea di demolirla non sembrerebbe essere nelle sue intenzioni. “Se dovesse arrivare una richiesta protocollata, porteremo la discussione in Consiglio e decideremo. Si potrebbe spostare dalla parte del disonore, in caso”.

A gettare altra benzina sul fuoco l’ex sindaco Puglia che ha risposto alle polemiche sul suo profilo Facebook. “La statua è solo un pretesto di becera politica perché è stata donata per la valorizzazione del marmo e la pubblicità al materiale. Proprio per questo becero oscurantismo che certe menti hanno della storia, dico che la mia amministrazione ha in vent’anni fatto di Vagli una perla turistica. “Non sono le statue a fare danni, mi sembra assurdo pensare di fare una guerra alla statua, conclude l’attuale primo cittadino. Ma la diplomazia del sindaco in carica e le giustificazioni dell’ideatore dell’effige non placano gli animi arrabbiati dei cittadini, i quali non accettano questa superficialità su una questione di estrema importanza. Sostengono infatti di non volere essere rappresentati da chi decide di non demolire una statua che oggi è, inevitabilmente e sotto gli occhi di tutti, l’identificazione del disastro che sta spazzando via l’Ucraina.


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