Perché Forza Nuova non è mai stata sciolta?

Negli ultimi giorni, il partito di estrema destra Forza Nuova è tornato a far parlare di sé in seguito al tentato “reclutamento” del generale Roberto Vannacci, al quale è stata proposta una candidatura al Senato nel collegio di Monza. Il militare ha declinato l’offerta, dichiarando di voler continuare a fare il soldato, almeno per ora. Parte dell’opinione pubblica ha approfittato dell’episodio per porre una domanda alla quale non è così immediato dare una risposta: perché un’organizzazione di matrice dichiaratamente neofascista come Forza Nuova non è ancora stata sciolta?

Nel 2021 lo scioglimento di Forza Nuova sembrava vicinissimo

Dello scioglimento di Forza Nuova, tema abbastanza ricorrente, si era tornati a parlare in modo concreto nell’ottobre del 2021, quando alcuni esponenti del partito avevano partecipato a un assalto alla sede della CGIL.

Le conseguenze all'assalto alla sede della CGIL
Foto | ANSA/MASSIMO PERCOSSI – Newsby.it

Tutte le forze politiche avevano condannato quanto avvenuto ed evidenziato la necessità di chiudere i partiti di matrice fascista presenti in Italia. Erano persino state approvate delle mozioni alla Camera e al Senato relative allo scioglimento di Forza Nuova, alle quali non sono però mai seguite delle azioni concrete da parte del governo.

Piantedosi: “Sciogliere le organizzazioni di carattere eversivo è complesso”

Negli scorsi mesi, Matteo Piantedosi, l’attuale ministro dell’Interno, è tornato sulla questione, dichiarando che lo scioglimento delle organizzazioni di carattere eversivo “è una questione di estrema complessità, come del resto fa capire anche la limitata casistica applicativa”. Questa dichiarazione è arrivata in seguito a una domanda sul tema posta al ministro dal parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra Peppe De Cristofaro. Parlando dell’assalto alla CGIL, Piantedosi ha ricordato che “il giudizio di primo grado si è concluso con la condanna di alcuni soggetti” e ha evidenziato che “le forze di polizia impegnate sul territorio nazionale segnalano puntualmente all’Autorità giudiziaria ogni condotta penalmente rilevante, e il Dipartimento della pubblica sicurezza svolge una costante attività di impulso, analisi e coordinamento per la prevenzione e il contrasto di illeciti riconducibili a ogni forma di estremismo politico”.

Le ragioni per le quali Forza Nuova non è ancora stata sciolta

La risposta di Piantedosi non è del tutto soddisfacente, perché non scende nel dettaglio sulle ragioni per le quali lo scioglimento di organizzazioni come Forza Nuova è difficoltoso.

Il ministro Matteo Piantedosi
Foto | ANSA/CESARE ABBATE – Newsby.it

Esistono delle leggi specifiche che vietano la riorganizzazione del partito fascista e la stessa Costituzione la proibisce in modo esplicito: cosa impedisce di passare dalle parole ai fatti? Come sottolineato dal sito Pagella Politica, l’ostacolo più grosso è rappresentato dal fatto che le rievocazioni del ventennio portate avanti dai partiti neofascisti non sono al momento considerate un’esaltazione tale da poter condurre all’effettiva riorganizzazione del partito fascista. Due sentenze della Corte Costituzionale del 1957 e del 1958 hanno stabilito che “l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da poter condurre alla riorganizzazione del partito fascista”. Non bastano dunque gesti eclatanti (come il saluto romano o la riproposizione degli slogan tipici del ventennio) per portare allo scioglimento di un partito neofascista.

La legge Scelba

Detto questo, l’assalto alla sede della CGIL rientra in una sfera diversa, perché, come osservato da vari costituzionalisti, una forma di protesta di questo tipo ha una matrice chiaramente fascista e potenzialmente avrebbe potuto condurre a un tentativo di riorganizzare il partito fascista. Come stabilito dalla legge Scelba, “un’associazione persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista o compiendo manifestazioni esteriori di carattere fascista”. Nell’articolo tre della stessa legge afferma che “qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del partito fascista, il ministro dell’Intero ordina lo scioglimento e la confisca dei beni e del movimento”. Nei casi più gravi il governo può persino adottare “il provvedimento di scioglimento mediante decreto-legge”.

I precedenti

Le azioni perpetrate da alcuni esponenti di Forza Nuova il 9 ottobre 2021 sembrano rientrare appieno nelle fattispecie indicate dalla legge Scelba, eppure finora non sono stati presi dei provvedimenti concreti nei confronti del partito. Di fronte a una simile titubanza del governo verrebbe da pensare che in passato non si sia mai verificata una situazione del genere e che l’esecutivo si ritrovi davanti ad acque inesplorate. La realtà è però molto diversa: nel corso degli anni, infatti, sono state sciolte altre organizzazioni di matrice fascista. La prima fu Ordine Nuovo nel 1973, seguita nel 1976 da Avanguardia Nazionale e nel 2000 dal Fronte Nazionale, nato anche per incitare alla discriminazione razziale.

Ma quindi cosa impedisce di sciogliere Forza Nuova?

I precedenti ci sono, le leggi da applicare non mancano e le azioni sufficienti a far temere una possibile riorganizzazione del partito fascista si sono già verificate. Di fronte a questa situazione diventa difficile individuare con chiarezza le difficoltà di cui ha parlato Piantedosi. Criticando la risposta del ministro, De Cristofaro ha dichiarato quanto segue: “La verità è che il governo Meloni non ha nessuna intenzione di sciogliere le organizzazioni che si rifanno al fascismo. Anzi, dal governo un silenzio assordante sugli ultimi episodi avvenuti nel nostro Paese. Un silenzio inquietante visto che nel nostro Paese si sono moltiplicati gli atti e le manifestazioni, e giornalisti come Paolo Berizzi vivono sotto scorta per le minacce subite. Questi gruppi si sentono più liberi di prima perché percepiscono un clima cambiato. Sono sdoganati se anche il dibattito pubblico rimuove il problema. Ci saremmo aspettati dal ministero dell’Interno un’azione più incisiva”.

Sarebbe però sbagliato limitarsi a puntare il dito verso il governo Meloni. È vero, l’attuale esecutivo non ha preso provvedimenti nei confronti di Forza Nuova, ma lo stesso vale per quello guidato da Mario Draghi tra il 2021 e il 2022. L’assalto alla CGIL, infatti, si è verificato quando l’ex presidente della Banca centrale europea era ancora il premier. Lo scioglimento di Forza Nuova sembra un problema del quale nessun esecutivo desidera davvero occuparsi, una patata bollente da consegnare a chi arriverà dopo, sperando che nel frattempo la situazione non peggiori troppo e l’opinione pubblica si concentri su altre questioni.

Gestione cookie