Inps, Cirio: “Entro il 21 giugno cassa in deroga a tutti i lavoratori”

"Procedure nate a Roma sbagliate, hanno effetti negativi sui territori". Il presidente Cirio ha incontrato i vertici regionali dell'Inps dopo la bagarre dei giorni scorsi sui mancati pagamenti delle casse in deroga

newsby Sara Iacomussi5 Giugno 2020



Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha rilasciato alcune dichiarazioni in seguito all’incontro tenuto con i vertici regionali dell’Inps dovuto alla bagarre dei giorni scorsi sui mancati pagamenti delle casse in deroga. “A oggi, alla data del 5 giugno, la Regione Piemonte ha trasmesso il 97,5% di tutte le pratiche ricevute di richiesta di cassa integrazione in deroga. L’Inps ha pagato il 55%, per un totale di 76mila persone che l’hanno ricevuta. Ne manca ancora un pezzo ed era il motivo per cui volevamo essere qui oggi in questo summit: le garanzie ci sono perché entro il 21 giugno tutti i lavoratori che ne hanno diritto di percepire la cassa in deroga riceveranno il pagamento relativo alle 9 settimane previste, cioè la mensilità di marzo e quella di aprile”.

“C’era un errore a monte nei passaggi tra Regione e Inps”, sostiene Cirio

Il presidente Cirio ha poi proseguito parlando dell’accordo raggiunto con l’Inps. “C’erano cifre contrastanti. Dovevamo certificare il fatto che le procedure nate a Roma in modo sbagliato poi danno i suoi effetti negativi sui territori. Il Governo aveva previsto di pagare la cassa integrazione in deroga attraverso un meccanismo che duplicava i passaggi tra Regione e Inps era un errore a monte; tant’è che il nostro assessore lo aveva già segnalato e noi come Governatori abbiamo raggiunto a fine maggio il risultato di farlo togliere e la situazione così si è liberata. Non è accettabile che in un Paese normale uno che debba riceve la cassa integrazione di marzo ancora non la abbia ricevuta a giugno”.

“Quando si parla di togliere la burocrazia, si parla di creare le condizioni per cui noi a oggi abbiamo erogato 80 milioni di euro con il bonus a decine di migliaia di aziende piemontesi in dieci giorni. Perché non c’era la burocrazia a monte. Per me era importante venire qua oggi all’Inps”, ha concluso Cirio, “perché quando mi ferma un cittadino piemontese che da marzo non riceve il proprio salario e ha difficoltà a vivere la propria quotidianità, io credo che non sia accettabile e che sia una vergogna del nostro Paese”.


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