Gualtieri: “Italia ferita ma in piedi, non siamo soli e ripartiremo”

Gualtieri, ministro dell'Economia, rivendica il lavoro svolto nell'ultimo anno: "Noi attori del cambiamento, ora partecipazione delle forze vive del Paese"

newsby Teresa Ciliberto5 Settembre 2020



L’Italia si presenta con le “ferite di una crisi che ha avuto un impatto forte sull’occupazione e sul Pil. Ma siamo in piedi e nelle condizioni di ripartire, anche perché non siamo stati lasciati soli“. Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di ‘Dalla parte delle persone’, un forum organizzato dal Pd sul Recovery Fund. E in cui sono state lanciate idee e proposte per la rinascita dell’Italia.

Gualtieri: il lavoro fatto e il lavoro da fare

Gualtieri va subito al punto, indicando la linea da seguire a livello governativo: “Non c’è dubbio sul fatto che se noi vogliamo cogliere questa opportunità, che è unica e irripetibile per il nostro Paese, occorrono buoni progetti. E a metterli a punto deve essere il governo e le amministrazioni, con una visione chiara e linee forti. Ma soprattutto deve esserci un forte grado di partecipazione da parte del Paese in tutte le sue forze vive. E cioè economiche, sociali, territoriali, intellettuali“.

Il ministro dell’Economia insiste poi sul lavoro svolto nell’ultimo anno, rivendicando la nuova posizione dell’Italia nello scacchiere europeo. “Oggi è trascorso un anno dal giuramento del nuovo governo – ricorda infatti Gualtieri –. E si è trattato di un cambiamento politico provvidenziale, perché ci ha consentito di essere attori e protagonisti di un cambio di rotta evidente nei confronti dell’Europa. Che si è manifestato innanzitutto nella capacità dell’Unione Europea di essere solidale già in questa fase. Il tutto dopo le esitazioni iniziali“.

L’Italia dalle parole ai fatti: l’idea del ministro

Gualtieri parla quindi di buone basi poste dall’Italia, che però ora è chiamata a passare ai fatti: “Dobbiamo investire in un fortissimo stimolo fiscale anticiclico, per tenere in piedi il sistema produttivo e l’occupazione. In passato tutto questo non era stato fatto, ora sì. E il motivo è un’impostazione diversa, dal punto di vista politico e macroeconomico“.

Per anni si citavano soluzioni evocate più volte e mai fatte. Mi riferisco per esempio agli Eurobond, che rilanciassero una capacità di investimento comune e sostenessero innovazione, produttività e equità sociale. Ora questo è il programma. Se riusciremo a suscitare fiducia, l’Italia ce la può fare“, è la conclusione di Gualtieri.


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