Di Maio attacca il M5s: “Ci dica se è dentro o fuori, instabilità? Colpa loro”

Di Maio durissimo con il suo ex partito: "Giovedì non è un passaggio da nulla, è verifica di maggioranza. E ora come ora serve compattezza"

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
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newsby Francesca Del Vecchio12 Luglio 2022



Una vera e propria bordata, rivolta alla forza politica che ha appena lasciato. A produrla è Luigi Di Maio, che da Pescara ha attaccato le posizioni assunte dal M5s rispetto al Dl Aiuti e, in generale, al Governo. “L’Italia ha bisogno di stabilità, e non ci può essere una forza politica che dice ‘forse giovedì mi astengo’. Ci dicano se sono dentro o fuori, non si può agire da irresponsabili in un momento come questo“, ha dichiarato il ministro degli Esteri.

Di Maio contro il M5s: “Inutile teatrino della politica”

Di Maio ha sottolineato che “non si può pensare di affrontare l’argomento della verifica di maggioranza giovedì come nulla fosse. Il teatrino della politica non serve a nulla. Sta solo allontanando i cittadini dalle istituzioni“, ha aggiunto Di Maio, dicendosi “contento che all’interno del M5s ci siano tanti parlamentari che non condividono la linea di far cadere il Governo“.

Questo è per il Paese un momento molto particolare – ha aggiunto – Di Maio –. Perché le imprese, le famiglie, i lavoratori, ma anche chi un lavoro non ce l’ha e i pensionati hanno bisogno di risposte. Noi come Paese abbiamo bisogno in questo momento di stabilità, perché dobbiamo portare a casa dei provvedimenti. Che fermino l’inflazione, che permettano alle famiglie di non perdere potere d’acquisto. Che consentano alle imprese di calmierare i costi dell’energia. E invece ci troviamo nell’ennesima fibrillazione del Governo. E la forza politica che sta generando instabilità è il M5s“.

Quali sarebbero le conseguenze della crisi di governo

Di Maio continua quindi la sua severa analisi nei confronti del partito che per oltre un decennio è stato il suo. “Il M5s sta sostanzialmente mettendo a repentaglio degli obiettivi che dobbiamo raggiungere per il Paese. Io lo voglio dire molto chiaramente. Far cadere il Governo in questo momento – ha tuonato – significa mancare la battaglia del tetto massimo al prezzo del gas. Significa sostanzialmente mandare in esercizio provvisorio il Paese, perché non riusciremmo a fare la legge di bilancio. E significa bloccare il Paese, perdere i soldi del Pnrr, impedirci di fare i Decreti legge che servono per aiutare famiglie e imprese“.

Non si può pensare di affrontare il passaggio in Senato di giovedì come se fosse una cosa da nulla. Giovedì c’è una verifica di maggioranza, e tale deve essere. Perché noi dobbiamo metterci a lavorare, e anche sui tavoli internazionali abbiamo bisogno della massima compattezza della maggioranza. Ci serve, per portare a casa i successi che servono per fronteggiare gli effetti economici di questa crisi“, ha concluso Di Maio. Il M5s è avvisato.


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