Decreto Covid, la Lega diserta il CdM: quali sono gli obiettivi di Salvini?

Via subito il ministro Speranza e addio a Draghi in estate. La partita di Giorgetti

Decreto Covid, la Lega diserta il CdM: quali sono gli obiettivi di Salvini?
Decreto Covid, la Lega diserta il CdM: quali sono gli obiettivi di Salvini?
newsby Lorenzo Grossi3 Febbraio 2022


Il nuovo decreto Covid è stato caratterizzato da un’assenza pesante in Consiglio dei Ministri da parte della Lega. Non era infatti presente il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti; mentre Massimo Garavaglia (Turismo) ed Erika Stefani (Disabilità) hanno votato no. Subito dopo l’ok al testo, i tre hanno pubblicato una nota ufficiale. “In coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non. Eppure, come hanno fatto sapere altri eletti del Carroccio, il decreto 2 febbraio contiene norme chieste proprio da loro: l’ok ai vaccinati con Sputnik, le norme su hotel e turisti, il Green Pass “senza scadenza”. Ma allora cosa c’è dietro lo strappo di Matteo Salvini?

Giorgetti punta alla rimozione di Speranza

Secondo il Corriere della Sera, Giorgetti avrebbe un obiettivo ben preciso: Roberto Speranza. Per il braccio destro di Salvini, che aveva già minacciato le dimissioni durante la querelle del Quirinale, il ministro della Salute “continua a parlare come se ci fosse una strada sola, che peraltro poi è puntualmente smentita dai fatti”. La Stampa sostiene che secondo la ricostruzione della Lega lo stesso governo non era convinto del provvedimento sulla Dad ai non vaccinati, ma è andato avanti lo stesso “per salvare la faccia a Speranza”. Qualche ora prima di certificare lo strappo, Giorgetti aveva incontrato Luigi Di Maio e lo stesso Salvini per un chiarimento dopo le polemiche di sabato scorso.

La (parziale) contrarietà della Lega al decreto Covid è il preludio a un riavvicinamento con Giorgia Meloni

Ma c’è un altro obiettivo nel mirino del Carroccio: Mario Draghi. E, spiega ancora il quotidiano torinese, c’è anche una data segnata sul calendario. È quella del mese di giugno. Il mese in cui la Lega programma l’uscita dal governo e l’avvio della campagna elettorale. La situazione è chiara. Salvini è uscito male dalla partita del Quirinale: dove doveva essere il kingmaker ma alla fine è stato trascinato dagli eventi e dalle decisioni altrui. I sondaggi lo indicano come lo sconfitto della partita per il Colle, con Giorgia Meloni che nel frattempo sfrutta la situazione a proprio favore per salire nei consensi. Per questo il leader della Lega alza il prezzo e l’asticella.

Nei prossimi mesi la Lega ha intenzione di stringere sui temi a lei cari: i rialzi delle bollette, lo scostamento di bilancio, il taglio delle tasse. E intanto sul tavolo del premier c’è anche la richiesta di un incontro avanzata dal segretario della Lega subito dopo l’elezione di Mattarella. Per parlare di rimpasto di governo, forse. Che però difficilmente Salvini otterrà. E allora lo scenario di una Lega fuori dal governo si farebbe sempre più reale.


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