Blocco licenziamenti, no a proroga
ad agosto: l’ira di Confindustria

Resterà fino al 30 giugno, con la possibilità gratuita di Cig per tutto il 2021. Il presidente Bonomi va contro il ministro Orlando: "Ci ha teso un'inaccettabile imboscata"

Blocco licenziamenti, no a proroga ad agosto: l’ira di Confindustria
Carlo Bonomi
newsby Lorenzo Grossi25 Maggio 2021


Passo indietro rispetto alla proroga del blocco dei licenziamenti fino a fine agosto che aveva proposto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Il termine resta fisso al 30 giugno, come previsto. Sarebbe però tuttavia confermata la possibilità da parte delle aziende che si impegnano a non licenziare di utilizzare la Cassa integrazione ordinaria dal 1° luglio, senza dover pagare le addizionali fino a fine anno. Inoltre sono in agenda anche il contratto di rioccupazione e gli sgravi contributivi fino al 100% per i lavoratori assunti in settori specifici come quello del turismo.

L’attacco di Carlo Bonomi al ministro Orlando

Tra gli industriali e i sindacati è scontro aperto. Ma non solo. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, punta il dito direttamente contro il ministro Orlando, in un’intervista al Messaggero, sulla questione della proroga del blocco dei licenziamenti a fine agosto. “Avevamo incontrato il ministro ed era stato trovato un accordo per prorogare il blocco al 30 giugno. Poi ci siamo trovati di fronte a un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile. Bonomi rincara la dose: “La dimensione di quanto accaduto l’ha data con grande onestà intellettuale il sottosegretario al Lavoro, Tiziana Nisini, che ha parlato di un’imboscata. Non lo dice solo Confindustria, ma anche un rappresentante del governo. Più chiaro di così”.

La difficile mediazione sul blocco dei licenziamenti

“Noi abbiamo dato una grande disponibilità anche a questo Governo, com’è nella tradizione di Confindustria, anche in materia di lavoro”, spiega il presidente degli industriali, che precisa che sta parlando “di metodo perché nel merito ci si poteva confrontare e ragionare con la massima trasparenza. “Mi sembra però che a mancare sia la volontà del ministro di affrontare i veri problemi del mondo del lavoro”, osserva Bonomi. “Da un anno, infatti, abbiamo messo nero su bianco le nostre proposte sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro ma a quanto pare, al momento, è solo Confindustria ad avere idee e proposte al riguardo. Dispiace che questa ulteriore sorpresa da parte del ministro Orlando metta in ombra quanto di positivo è contenuto nel decreto Sostegni Bis come, per esempio, il recupero dell’Iva derivante da crediti fallimentari.


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