Ucraina, spettro di attacchi chimici a Mariupol: Kiev chiede armi

La cronaca del 48esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

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Foto Wikimedia Commons | dsns.gov.ua (CC BY-SA 4.0)
newsby Redazione12 Aprile 2022


Il 48esimo giorno di guerra in Ucraina si apre con nuovi timori per il possibile ricorso dell’esercito di Mosca alle armi chimiche. Secondo il battaglione Azov, infatti, un drone russo avrebbe lanciato delle sostanze tossiche sui difensori di Mariupol, con tre persone che hanno riportato “chiari segni di avvelenamento chimico”. Per nessuna di loro, comunque, ci sono “gravi conseguenze” per la salute.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la “preoccupazione per un possibile attacco con armi chimiche nella nuova fase del terrore”, senza confermarne l’utilizzo a Mariupol. Lo stesso ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby: “Non siamo in grado di confermare queste notizie, ma il Dipartimento della Difesa americano continua a monitorare la situazione da vicino. Sono notizie molto preoccupanti e riflettono i timori che abbiamo da tempo sul rischio che la Russia possa usare gas lacrimogeni mescolati ad agenti chimici”.

Putin: “Obiettivi nobili, impossibile isolare la Russia”

Il presidente russo Vladimir Putin non ha dubbi sul fatto che l’esercito di Mosca porterà a termine i suoi obiettivi nel Donbass. “Questo è quello che accadrà. Non ci sono dubbi. Gli obiettivi sono perfettamente chiari e sono nobili”, ha detto ai lavoratori dell’industria spaziale al cosmodromo di Vostochny, come riporta la Tass. “Il principale obiettivo è aiutare le persone nel Donbass”.

Poi ha avvertito: “Non abbiamo intenzione di chiuderci nel mondo moderno, è totalmente impossibile isolare rigorosamente qualcuno e completamente impossibile isolare un Paese così grande come la Russia. Quindi lavoreremo con i partner che vogliono interagire. Quello che stiamo facendo è aiutare le persone, salvare le persone da una parte, e dall’altra stiamo lavorando per assicurare la sicurezza della Russia. Ovviamente non avevamo scelta, questa è la decisione giusta”, ha concluso Putin.

Il presidente russo ha dichiarato che “gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco. Sono loro che hanno creato difficoltà a portarli a un livello accettabile e l’operazione andrà avanti finché non ci saranno negoziati accettabili“. Putin ha poi bollato come “fake news” le notizie sui massacri di Bucha. “Il consolidamento dell’Occidente è legato a una posizione umiliante e umiliata dell’Europa rispetto al Paese che la domina, si vergognano di dire che sono sotto lo schiaffo degli Usa“. Per il leader del Cremlino è “comodo unirsi attorno al concetto di aggressione russa e servire così gli Usa“. Ha poi aggiunto che “l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina sta procedendo secondo i piani“.

Ucraina, Zelensky torna a chiedere armi agli alleati

Nel frattempo, Kiev torna a chiedere armi e avverte gli alleati: “Chi non ci aiuta si assume la responsabilità dei morti ucraini”. Lo afferma il presidente Zelensky, che aggiunge: “Presto sarà necessario un maggiore supporto militare. Le vite degli ucraini si stanno perdendo, vite che non possono più essere restituite. E questa è anche responsabilità di coloro che ancora conservano nel proprio arsenale le armi di cui l’Ucraina ha bisogno. Responsabilità che rimarrà per sempre nella storia. Se avessimo jet, veicoli corazzati pesanti, artiglieria saremmo in grado di porre fine a questa guerra”.


Zelensky sottolinea inoltre che “le truppe russe hanno lasciato mine ovunque, nelle case, nelle strade, nelle auto, nelle porte. Hanno fatto di tutto per rendere il più pericoloso possibile il ritorno in queste aree, hanno fatto di tutto per uccidere o mutilare il maggior numero possibile della nostra gente quando sono stati costretti a ritirarsi dalla nostra terra”. A Nord della capitale ucraina sono “centinaia di migliaia gli oggetti pericolosi trovati; soprattutto, mine e proiettili inesplosi”. Zelensky ha infine invocato una decisione definitiva sul gas russo da parte dell’Europa, altrimenti “non ci può essere certezza” di “una volontà comune per fermare i crimini” e “per costringere la Russia alla pace”.


La cronaca: si temono fino a 20mila morti a Mariupol

Secondo la procuratrice generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, al momento sono oltre “5.800 i casi” di crimini di guerra russi nel Paese. “Qui stiamo ancora riesumando cadaveri dalle fosse comuni” per quelli che “non sono solo crimini di guerra, ma anche crimini contro l’umanità”. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, afferma che “se le prove ci diranno che Putin è responsabile di crimini di guerra, sarà perseguito per questo”. Da Makarov giungono ad esempio le immagini di alcuni soldati russi che aprono il fuoco contro un’auto di civili in fuga, provocando la morte di tre donne e due bambini.


Intanto, continua la conta dei morti nella città portuale di Mariupol, teatro dell’annunciata “offensiva finale” di Mosca nel Donbass. In un’intervista con l’Associated Press, il sindaco Vadym Boychenko parla di oltre 10mila civili morti, anche se il bilancio delle vittime potrebbe arrivare a superare quota 20mila. La città è da settimane sotto attacco e la scarsità di cibo e forniture ha lasciato molti corpi senza vita ai bordi delle strade. Boychenko ha poi accusato le forze russe di aver bloccato per settimane i convogli umanitari che cercavano di entrare in città.

Ucraina, attacco chimico a Mariupol: le testimonianze delle persone intossicate


Gli invasori hanno usato una sostanza velenosa di origine sconosciuta contro militari e civili a Mariupol. L’epicentro dell’attacco non era vicino alle posizioni delle persone, per cui il contatto con la sostanza è stato minimo. Questo probabilmente ha salvato le loro vite, ma ci sono alcune conseguenze. Attualmente è impossibile analizzare e scoprire quale sostanza ha avvelenato le persone, perché siamo completamente bloccati e l’epicentro dell’attacco è sotto il fuoco dei russi. Loro vogliono nascondere le prove del proprio crimine. Abbiamo già avuto alcune vittime con i sintomi degli effetti di armi chimiche. Ci è stato ordinato di indossare le maschere antigas, respiravamo molto male“. Così alcuni militari e civili raccontano quanto è successo a Mariupol, in seguito ad un presunto attacco chimico dei russi.


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