Ucraina, 500 civili rifugiati nello stabilimento Azot a Severodonetsk

La cronaca del 110esimo giorno di guerra in Ucraina, tra scontri sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

newsby Alessandro Bolzani13 Giugno 2022


Nel 110esimo dall’inizio della guerra in Ucraina, proseguono gli scontri nel distretto del Lugansk. Come riportato dallo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine, le truppe russe grazie al supporto dell’artiglieria, hanno ripreso il controllo del centro di Severodonetsk. Secondo alcuni funzionari degli Stati Uniti, è probabile che la Russia arrivi a conquistare l’intero Lugansk nel giro di poche settimane. “Il nemico ha anche sparato con l’artiglieria contro le nostre posizioni nei distretti di Lysychansk, Severodonetsk e Toshkivka, e ha attaccato nelle direzioni di Volyn, Polissya e Seversky senza risultati significativi. Gli occupanti russi hanno sparato artiglieria e mortai contro le nostre posizioni nell’area di Hrynivka, nella regione di Chernihiv”, ha aggiunto lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine.

Proprio a Severodonetsk ci sono ancora numerosi civili, circa 500, rifugiati all’interno dell’impianto chimico Azot. Tra di loro ci sono anche 40 bambini.

Eduard Basurin, il vide capo del dipartimento della Milizia popolare della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk, ha dichiarato che le forze ucraine bloccate a Severodonetsk “hanno due opzioni: seguire l’esempio dei loro colleghi e arrendersi, o morire“.

Le truppe ucraine hanno dichiarato che sarebbero state le forze russe ad aver distrutto il ponte che collega Severodonetsk a Lysychansk, rendendo impossibile l’evacuazione di molti civili. Serhiy Gaidai, il governatore della regione di Lugansk, ha aggiunto che soltanto uno dei ponti che uniscono le due città è ancora agibile.

Ucraina, Amnesty denuncia dei crimini di guerra a Kharkiv

Secondo Amnesty International, a Kharkiv sarebbero stati commessi dei crimini di guerra. In un rapporto pubblicato nelle ultime ore, l’organizzazione non governativa ha denunciato degli attacchi condotti dalle truppe russe con delle bombe a grappolo, nelle quali sono rimasti uccisi centinaia di civili. “I ripetuti bombardamenti dei quartieri residenziali di Kharkiv sono attacchi indiscriminati che hanno ucciso e ferito centinaia di civili e, in quanto tali, costituiscono crimini di guerra”, spiega Amnesty, che ha condannato anche gli attacchi effettuati “con razzi non guidati e proiettili di artiglieria”.

Ucraina, Zelensky: “Generali russi vedono popolo come carne da cannone”


I generali russi vedono il loro popolo semplicemente come carne da cannone, di cui hanno bisogno per ottenere un vantaggio numerico: manodopera, equipaggiamento militare“. A dirlo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel consueto video diffuso sui social. “Dopo l’attacco missilistico nella regione di Ternopil dieci persone sono ancora negli ospedali. Non c’era alcun senso tattico o strategico in questo attacco, come nella stragrande maggioranza degli altri attacchi russi. Questo è terrore, solo terrore“, ha detto ancora.


Di colpo l’elenco dei nomi dei nostri bambini morti si è allungato di 24 cognomi, portandolo ora a 287. E questa è probabilmente una delle cose peggiori che accadono durante la guerra. Gli occupanti russi hanno ucciso parte del nostro Paese“. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky all’American Jewish Committee Global Forum.

Come possono diventare realtà le uccisioni di massa, le torture, le città bruciate, i campi di filtraggio allestiti dai militari russi nei territori occupati? Assomigliano ai campi di concentramento nazisti. E allo stesso tempo, la Russia spera che non verrà davvero considerata responsabile di tutto questo male. Di tutti questi colpi barbarici alle nostre case, chiese e ai nostri ospedali”, ha aggiunto Zelensky. Quindi la richiesta all’Occidente di un aumento delle forniture di armi all’Ucraina. “Aiutateci ad accelerare la fornitura di armi all’Ucraina in modo da poter liberare i territori occupati“, ha aggiunto Zelensky.

Oltre 1.500 civili uccisi nella regione di Kiev

Secondo quanto riferito da Igor Klymenko, il capo della polizia nazionale ucraina (npu), più di 1.500 civili sono stati uccisi nella sola regione di Kiev durante l’occupazione russa. Di questi, ben 1.200 non sono ancora stati identificati: si tratta di uomini per il 75%, il 2% di bambini e il resto donne. “Abbiamo ricevuto segnalazioni da tutto il Paese e aperto un procedimento penale per la morte di oltre 12mila persone trovate soprattutto nelle fosse comuni“, ha spiegato. “Un gran numero di vittime è stato scoperto in casa, la morte dovuta alle ferite riportate“. Ma proprio sulle fosse comuni Klymenko ha sottolineato che è troppo presto per parlare di cifre definitive. “Perché ogni settimana le forze dell’ordine trovano dei corpi“.

A Bucha, Irpin, Gostomel e Borodyanka c’erano molte persone uccise che giacevano per strada. I cecchini sparavano dai carri armati, dai mezzi corazzati, nonostante le fasce bianche che le persone portavano al braccio come avevano imposto i russi“, ha aggiunto Klymenko.


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