Nord Stream, individuata una quarta falla nel gasdotto

Si sospetta, inoltre, che le esplosioni che hanno danneggiato l’infrastruttura potrebbero essere state tre. Forti dubbi sulla possibilità che possa essere ancora utilizzabile

newsby Alessandro Bolzani29 Settembre 2022



Sono quattro, e non tre, le perdite di gas totali che hanno interessato le linee del gasdotto Nord Stream 1 e 2 in seguito alle esplosioni avvenute nella notte tra domenica 25 e lunedì 26. A specificarlo è la Guardia Costiera svedese. Due di queste quattro perdite si trovano nella zona economica della Svezia. Finora gli esperti avevano ipotizzato che i danni ai gasdotti fossero stati causati da due detonazioni, ma ora il sismologo Björn Lund non esclude l’eventualità che possa essersene verificata una terza.

Le falle di Nord Stream

La Guardia Costiera svedese non è stata in grado di spiegare perché la segnalazione della quarta perdita sia avvenuta in ritardo. Tuttavia ha chiarito che le due perdite sul lato svedese si trovano nella stessa zona. “La distanza è qualcosa di soggettivo, ma sono vicine”, ha spiegato Jenny Larsson, funzionario della Guardia Costiera. L’autorità non è stata in grado di confermare le notizie riportate dai media svedesi, secondo le quali la nuova perdita riguarderebbe il gasdotto Nord Stream 2. Finora la Svezia aveva segnalato una perdita sul Nord Stream 1 a nordest dell’isola di Bornholm. La Danimarca, invece, ha confermato la presenza di una perdita sul Nord Stream 2 a sud-est dell’isola e di un’altra a nordest sul Nord Stream 1. Le falle stanno causando delle bolle marine di centinaia di metri in superficie, rendendo per il momento impossibile l’ispezione delle infrastrutture.

I timori sul funzionamento dei gasdotti

La Germania teme che i gasdotti Nord Stream potrebbero non funzionare mai più. Sulla natura delle esplosioni che gli hanno danneggiati sono state formulate varie ipotesi. Non si esclude, per esempio, la possibilità che le falle siano state causate dal colpo sparato da un sommergibile, da un drone marino o dalla detonazione di alcune cariche di Tnt.

Parlando dell’ipotesi del sabotaggio, il Cremlino ha dichiarato che “è stupido e assurdo” incolpare la Russia. La Casa Bianca, invece, ha definito “ridicola” l’ipotesi che il danno sia stato causato dagli Stati Uniti.

Nel frattempo, Mosca ha aperto un’inchiesta per “terrorismo internazionale” e ha chiesto e ottentuto per venerdì una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’accaduto.


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