La Russia critica il price cap al suo petrolio: “Causerà incertezza e costi più alti”

“Con la tenacia richiesta a migliori obiettivi, l’Occidente collettivo sta cercando di ridefinire i principi alla base del libero mercato”

Petrolio dalla Russia all'Europa
Foto Pixabay | Emphyrio
newsby Alessandro Bolzani3 Dicembre 2022


Da lunedì 5 dicembre entrerà in vigore il price cap sul petrolio russo introdotto dal G7. L’ambasciata della Russia a Washington ha puntato il dito contro questa mossa, mettendo in evidenza i problemi che creerà. “Nascondendosi dietro dei nobili principi, gli strateghi di Washington mantengono un muro di silenzio sul fatto che i disequilibri dei mercati dell’energia scaturiscono dalle loro azioni maligne, a partire dalle sanzioni contro la Russia e il bando di importazioni di energia nel nostro Paese”. È quanto si legge nella nota diffusa dall’ambasciata. “Con la tenacia richiesta a migliori obiettivi, l’Occidente collettivo sta cercando di ridefinire i principi alla base del libero mercato. Passi come questo inevitabilmente si ripercuoteranno in una maggiore incertezza e in costi più alti, per i consumatori, per le materie prime. E d’ora in poi, nessun Paese sarà immune all’introduzione di price cap di ogni tipo sulle esportazioni”.

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Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa britannico, le forze della Russia starebbero continuando a investire gran parte del loro sforzo militare lungo i 15 chilometri della linea del fronte intorno alla città di Bakhmut, nella regione di Donetsk. Mosca sembrerebbe intenzionata a circondare il centro abitato tramite degli avanzamenti tattici a nord e sud. Negli ultimi giorni, la Russia ha molto probabilmente effettuato “progressi limitati sull’asse meridionale di questa offensiva”, con cui cerca di consolidare teste di ponte a ovest del terreno paludoso del fiume Bakhmutka. Per quanto la cattura della città avrebbe un valore operativo limitato, potrebbe permettere a Mosca di minacciare le zone urbane più significative di Kramatorsk e Slovyansk. “Tuttavia la campagna è stata costosa in modo spropositato in relazione ai possibili vantaggi. C’è una possibilità realistica che la cattura di Bakhmut sia diventata principalmente un obiettivo politico simbolico”, ha concluso il ministero della Difesa.


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