Ucraina, Zelensky apre al compromesso | Sulla Crimea la Nato dice no

Il presidente ucraino sembrerebbe non pretendere la restituzione della Crimea, ma intanto Biden accelera la fornitura di armi

Guerra Russia Ucraina
Foto diffusa dalla presidenza ucraina
newsby Lorenzo Grossi7 Maggio 2022


Nel giorno numero 73 della guerra, l’Ucraina potrebbe essere disposta ad accettare un accordo di pace di compromesso con la Russia se le forze di Mosca si ritirassero “sulle posizioni del 23 febbraio”. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, intervenendo in video alla Chatham House, think tank britannico con sede a Londra.

La proposta di Zelensky, la risposta della Nato

Il leader dell’Ucraina ha lasciato intendere che almeno per ora Kiev non pretenderebbe la restituzione della Crimea, annessa dai russi nel 2014. “Da parte nostra non tutti i ponti diplomatici sono stati bruciati”, ha poi precisato. Zelensky ha così evitato di avanzare richieste pure su quella parte del Donbass fra Donetsk e Lugansk sottratta a sua volta al controllo di Kiev dal 2014. Tuttavia, afferma il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un’intervista al giornale tedesco Welt, la Nato non accetterà mail’annessione illegale della Crimea. Ci siamo sempre opposti al controllo russo su parti del Donbass“.

La Russia, dal canto suo, accusa gli Stati Uniti di parteciparealle ostilità in Ucraina“, afferma il presidente Vyacheslav Volodin. “Non si tratta solo della fornitura di armi e attrezzature, Washington coordina e sviluppa le operazioni militari” per conto del “regime nazista di Kiev“. Il riferimento di Volodin è alle informazioni di intelligence Usa passate agli ucraini per colpire obiettivi russi di cui hanno scritto nei giorni scorsi i media americani.

Ucraina, terminata l’evacuazione dei civili da Azovstal

Intanto si è conclusa l’evacuazione dei civili da Azovstal. Le persone hanno lasciato la struttura entro la scadenza dei tre giorni di cessate il fuoco dichiarato da Mosca, fissata nel tardo pomeriggio. “Tutte le donne, i bambini e gli anziani” sono stati evacuati dall’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo affermano le autorità dell’Ucraina. “L’ordine del presidente è stato eseguito: tutte le donne, i bambini e gli anziani sono stati evacuati da Azovstal. Questa parte della missione umanitaria a Mariupol è stata completata“, ha dichiarato la vicepremier di Kiev, Iryna Vereshchuk.


“Durante la giornata (di venerdì 6 maggio, ndr), il nostro team ha organizzato l’evacuazione per più di 40 civili, donne e bambini. Ci auguriamo che possano mettersi in salvo dopo due mesi passati a nascondersi dai bombardamenti nei rifugi sotterranei. Stiamo anche lavorando su opzioni diplomatiche per salvare i nostri soldati che rimangono ancora ad Azovstal. Sono coinvolti potenti intermediari. Stati potenti. Stiamo coordinando i nostri passi per aumentare la pressione sulla Federazione russa. E questo è particolarmente importante ora che l’Unione europea sta preparando il nuovo sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia”. Così il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo consueto videomessaggio serale, sulle operazioni di evacuazione dall’acciaieria di Mariupol e sulle sanzioni alla Russia.


Le truppe russe continuano con il bombardamento del nostro territorio, compresi attacchi aerei e missilistici. Chiedo a tutti i nostri cittadini, soprattutto e specialmente in questi giorni, di non ignorare le sirene antiaeree dei raid aerei. Per favore, vi prego, si tratta della vostra vita, della vita dei vostri figli. Inoltre, attenetevi rigorosamente all’ordine pubblico e alle norme sul coprifuoco nelle città e nelle comunità. Mi raccomando, rispettate il divieto di visitare le foreste nei territori occupati. Lì è rimasta una grande minaccia di mine e mine a trappola lasciate dall’esercito russo, dopo che i soldati se ne sono andati. Seguite le normative“. È poi l’appello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in vista del 9 maggio, Giorno della Vittoria per la Russia che si teme possa celebrarlo quest’anno con azioni militari in Ucraina.

Ucraina: Kiev dichiara di aver distrutto una nave russa nel Mar Nero


Una nave russa di classe Serna, imbarcazione da sbarco con sistema a cavità aerea costruita per la Marina russa, sarebbe stata colpita e distrutta da unità ucraine nelle acque del Mar Nero, vicino all’isola dei Serpenti. Lo scrive l’Ukrainska Pravda riportando i messaggi social del Comando operativo Sud di Kiev, dell’amministrazione militare di Odessa e le affermazioni del capo del Centro di coordinamento congiunto per le forze di sicurezza e di difesa dell’Ucraina meridionale, Natalia Humeniuk.

Non sono stati però forniti particolari sull’operazione, sulle modalità, né quando l’attacco sarebbe avvenuto. Il video è stato diffuso dal Ministero della Difesa dell’Ucraina, che lo ha pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale. Ieri Kiev ha dato la notizia che, sempre vicino all’isola dei Serpenti, le forze ucraine hanno colpito la fregata russa Admiral Makarov, ma il Cremlino ha reagito affermando di non avere notizie di mezzi colpiti nell’area.

La legge sull’accelerazione di armi all’Ucraina

Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, firmerà lunedì 9 maggio la legge che velocizzerà la fornitura di armi all’Ucraina. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Il provvedimento, approvato da Camera e Senato a fine aprile, verrà quindi ufficializzato nel giorno in cui in Russia si celebra la vittoria sui nazisti nella Seconda guerra mondiale. La legge si chiama ‘Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act’ e si ispira alla misura del 1941 che permise agli Usa di armare l’esercito britannico contro Hitler. Consente di prestare equipaggiamento militare a qualsiasi governo straniero “la cui difesa sia valutata vitale dal presidente Usa”.

Guerra in Ucraina verso il 9 maggio

Al momento le celebrazioni a Mariupol il 9 maggio per il giorno della vittoria sono impossibili. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Non ho informazioni su una delegazione ufficiale”, ha detto Peskov rispondendo ad una domanda sul possibile invio da parte di Mosca di una delegazione ufficiale a Mariupol per il giorno della vittoria. L’organizzazione delle celebrazioni nella città, ha detto, “è impossibile per ovvie ragioni”. Peskov, riporta Interfax, ha detto comunque di essere certo che arriverà il momento per queste celebrazioni. Per quanto riguarda sempre la guerra in Ucraina, “i cittadini dovrebbero prestare particolare attenzione agli allarmi dell’8 e 9 maggio. In questi giorni, gli occupanti russi possono organizzare massicci bombardamenti di vari insediamenti per aumentare il terrore della popolazione civile”. L’allerta arriva dal Consiglio nazionale di sicurezza e Difesa ucraino, secondo quanto riporta l’Unian.

Nato: “Aiuteremo l’Ucraina anche se la guerra dovesse durare anni

La Nato non vede alcun cambiamento nella strategia nucleare di Mosca ed è determinata ad aiutare lUcraina finché il presidente Vladimir Putin continuerà la guerra, anche se ci vorranno mesi o anni. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, in un’intervista al Welt am Sonntag. Stoltenberg ha inoltre previsto ancora più distruzione di infrastrutture critiche e aree residenziali” in Ucraina. Sottolineando che dall’inizio del conflitto lAlleanza non ha notato alcun movimento negli arsenali nucleari russi, il numero uno della Nato ha definito irresponsabili le minacce nucleari di Mosca.

Guerra in Ucraina, Onu: “Riaprire porti Ucraina, evitare carestia mondiale”

Appello del Programma alimentare mondiale (Pam) per la riapertura dei porti dell’Ucraina per scongiurare l’incombente minaccia di carestia. “I porti nella zona di Odessa, nel sud dell’Ucraina, devono essere riaperti con urgenza per evitare che la crisi globale della fame sfugga al controllo”, si legge sul sito del Pam. “I silos di grano dell’Ucraina sono pieni. I porti sul Mar Nero sono bloccati, lasciando milioni di tonnellate di grano intrappolate in silos a terra o su navi che non possono muoversi”. In precedenza, la Fao aveva affermato che 25 milioni di tonnellate di grano sono bloccati nel Paese.


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