Cina, misure severissime anti Covid | L’atroce dubbio: “Sono controproducenti?”

La psicosi Covid è tornata a colpire la Cina e le iniziative sono da scenario post apocalittico: ma crescono i dubbi sulla loro efficacia

Cina, una donna all'esterno di un locale con la mascherina anti Covid
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newsby Marco Enzo Venturini2 Maggio 2022


La Cina sta vivendo una nuova psicosi Covid. Lo stesso Paese da cui tutto partì è infatti tornato ad adottare misure molto severe per affrontare una nuova ondata di contagi. Attualmente l’epicentro del più grande focolaio del Paese è Shanghai, ma anche Pechino è al centro della rigorosissima politica del governo.

L’idea alla base del progetto “zero Covid” adottato dalla Cina è di evitare qualsiasi rischio di possibile contagio, costi quel che costi. Proprio quest’ultimo aspetto, tuttavia, sta legittimamente generando una domanda: questa cautela portata alle massime conseguenze potrebbe tramutarsi in un boomerang?

Cina: le misure varate dal governo contro il Covid e cosa c’è dietro

La variante Omicron, in particolare, spaventa la Cina. Così a Shanghai, come gli stessi media locali spiegano, sono migliaia i lavoratori attivi per le strade cittadine. L’impressione è quella di trovarsi in uno scenario post-apocalittico, con squadre di persone armate di pistole disinfettanti che ricordano i soffiatori di foglie attivi in autunno.

Covid, due pedoni in Cina con mascherina
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Molti di loro sono peraltro vigili del fuoco, sottratti quindi alle loro normali mansioni. Diversi quartieri di Shanghai presentano nuovissime stazioni dove si producono sostanze chimiche disinfettanti, poi sparate in strada con autentici cannoni. Severissimo anche il regime di quarantena, con i cittadini che non possono abbandonare le loro abitazioni. E a controllare il loro rispetto delle regole ci sono spesso dei robot. Ma tutte queste misure della Cina, secondo gli esperti, rischiano in alcuni casi di oscillare tra l’inutile e – addirittura – il controproducente.

La ‘CNN’ ha raggiunto Nicholas Thomas, professore associato presso la City University di Hong Kong, il cui giudizio è estremamente severo. La presenza in strada di personale in tuta ignifuga e i frequenti messaggi a tutto volume che si sentono senza sosta nelle strade, infatti, non convincono. Da un lato ricordano alla cittadinanza i rischi del Covid, creando però un clima di panico e disillusione. In più rischiano di rivelarsi una perdita di tempo, fatica e risorse. Ancora più grave un aspetto prettamente medico: attualmente, infatti, il contagio quasi mai avviene tramite contaminazione delle superfici. Sanificare di continuo strade e parchi, quindi, non serve particolarmente e addirittura può costituire un pericolo per la salute pubblica.

Covid, addetto alla sanificazione in tuta protettiva
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Il professore attivo a Hong Kong aggiunge anche altro. Tutto ciò che sta avvenendo in Cina, infatti, potrebbe essere principalmente parte della propaganda di Pechino. Il governo sta infatti mostrando di essere iperattivo nel contrasto al Covid per rendere chiaro ai cittadini quanto li abbia a cuore. E, quindi, rafforzare la fiducia generale nei propri confronti. “Ma quando la politica affronta la pandemia discostandosi dalla scienza per il proprio tornaconto è sempre un problema“, ha spiegato Thomas.


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