L’Australia riapre i confini. Ecco chi potrà entrare dal 21 febbraio

Solo i viaggiatori che hanno ricevuto almeno due dosi del vaccino contro il Covid-19 potranno entrare nel Paese

Australia
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newsby Alessandro Bolzani7 Febbraio 2022


L’Australia ha annunciato che dal 21 febbraio riaprirà i propri confini ai turisti e ai possessori di un visto dopo quasi due anni. Solo i viaggiatori che hanno ricevuto almeno due dosi del vaccino contro il Covid-19 potranno entrare nel Paese. “Non vediamo l’ora di dare il bentornato a chi ha fatto almeno due dosi di vaccino”, ha dichiarato il Primo Ministro Scott Morrison. La riapertura dei confini sarà una boccata d’aria fresca per molti settori, tra cui il turismo, la ristorazione e l’istruzione.

Chi può andare in Australia?

Negli ultimi due anni l’Australia ha adottato dei protocolli molto rigidi per limitare gli arrivi nel Paese e ostacolare la circolazione del coronavirus Sars-CoV-2. Solo dallo scorso dicembre alcuni studenti internazionali hanno ricevuto il via libera per entrare nel Paese. Ora i tempi sono maturi per una riapertura di più ampio respiro, che però non coincide con un “liberi tutti”. Morrison ha sottolineato che tutti coloro che arriveranno in Australia saranno tenuti a dimostrare di essersi vaccinati, presentando il Green Pass, la certificazione di avvenuta vaccinazione o un altro documento analogo. Chi possiede un’esenzione medica può entrare nel Paese solo se la sua richiesta viene accolta e prima di spostarsi liberamente deve comunque fare un periodo di quarantena obbligatoria in albergo.

I numeri dell’emergenza Covid

Dall’inizio della pandemia, in Australia si sono verificati 2,7 milioni di casi di coronavirus e 4.248 decessi legati al Covid-19. Lo indicano gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University. Il 93,7% degli abitanti con più di sedici anni ha completato il ciclo vaccinale. Questo dato scende all’80% considerando la popolazione australiana nella sua globalità. A partire dallo scorso novembre il Paese ha iniziato ad aprire con gradualità i propri confini, facendo attenzione al possibile impatto sui contagi di coronavirus. Ora i numeri sono abbastanza buoni da tentare un’apertura più generosa.


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