Rinuncereste a cinema e concerti? Lo sport vale (economicamente) di più

Il report realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis parla chiaro: nel 2019, prima dell’emergenza Covid, questo mondo ha generato ricavi per 95,9 miliardi di euro. Più dell’industria della Cultura e della Creatività

Un impianto di sport
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newsby Lorenzo Grossi30 Marzo 2022


Spesso si afferma che in Italia ci siano settori ben più importanti da tenere in considerazione rispetto allo sport, perché vale poco. Eppure, stando agli ultimissimi dati pubblicati, questo mondo determina tantissimo in chiave economica. Quanto se non più, per esempio, dell’industria della Cultura e della Creatività: ovvero musica, teatro e cinema. Con circa 35 milioni di appassionati, di cui 15,5 milioni di praticanti abituali, lo sport è un settore di primaria importanza per l’economia e la società italiana. Nel 2019, prima dell’emergenza Covid, lo sport ha generato infatti ricavi per 95,9 miliardi di euro. Dando lavoro a circa 389 mila persone. Per un’incidenza sul Pil italiano del 3,6%. Leggermente superiore a quello che il mondo della Cultura contribuisce (3,2%).

Questi dati emergono dal primo Osservatorio sullo Sport System, realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis. L’obiettivo era quello di rispondere alla richiesta della Commissione Ue agli Stati membri di misurare la dimensione economica di tutte le componenti dello sport. Il tutto per offrire ai decision maker pubblici e privati dati e informazioni fondamentali per assumere decisioni strategiche.

Quanto vale lo sport in Italia? Da associazioni e società sportive ricavi per 46,4 miliardi

Gli operatori “core” rappresentano la principale componente del settore. Stiamo parlando delle associazioni e le società sportive dilettantistiche e professionistiche, gli enti di promozione sportiva, le federazioni e le società di gestione degli impianti. 74.000 realtà, complessivamente, che nel 2019 davano lavoro a 228.000 persone generando ricavi per 46,4 miliardi (il 48% di tutto lo Sport System, l’1,65% del Pil italiano).

Rilevante è anche il contributo allo Sport System degli operatori che si muovono “a valle” della filiera. Ovvero le società del settore media per quanto concerne i ricavi generati attraverso i contenuti dedicati allo sport, il settore delle scommesse sportive, i servizi collegati alla fruizione degli eventi sportivi (trasporti, hospitality, ristorazione, shopping). Nell’anno di riferimento il valore di questo comparto è stato di 22,6 miliardi (il 23% dello Sport System italiano, lo 0,89% del Pil nazionale).

I produttori di abbigliamento e attrezzature sportive e i benefici sociali generati dallo sport

Nella rilevazione compiuta dall’Osservatorio sullo Sport System di Banca Ifis figurano anche le aziende che operano “a monte” della filiera. In questo settore rientrano i produttori di abbigliamento, attrezzature e veicoli sportivi. Si tratta di circa 10.000 aziende e 161.000 addetti che nel 2019 hanno generato un fatturato di 17,3 miliardi (il 18% dei ricavi dello Sport System italiano, lo 0,47% del Pil).

La quarta componente dello Sport System mappata dall’Osservatorio è rappresentata dal valore indiretto generato dallo sport per l’economia e la società italiana. Nel 2019 lo sport italiano ha prodotto esternalità positive per quasi 10,1 miliardi. Di questi circa 5,3 miliardi rappresentano il risparmio per il Sistema sanitario nazionale delle spese per la cura di alcune patologie (infarto e disturbi coronarici, cancro al seno, tumore del colon-retto, ecc). Complessivamente le esternalità rappresentano l’11% del valore generato dello Sport System con un’incidenza sul Pil italiano dello 0,56%.

Ora è arrivato il momento di tornare a investire nello sport, perché vale tantissimo

Nel 2020 le misure di contenimento della pandemia hanno determinato una flessione dei ricavi e degli occupati. Il comparto più colpito in termini assoluti è stato quello delle associazioni e delle società sportive, che hanno visto il proprio fatturato passare dai 40,2 miliardi del 2019 ai 32,5 miliardi del 2020. Con un calo di 7,7 miliardi (-19%). Flessione che ha avuto ripercussioni importanti anche sul numero degli occupati scesi di 30.000 unità (dai 189 mila del 2019 ai 159 mila del 2020).

Nel 2021, grazie al ritorno del pubblico alle manifestazioni sportive, alla ripresa dell’attività dilettantistica e amatoriale e alla progressiva riapertura di piscine, palestre e centri sportivi, si registra un parziale recupero dei ricavi a 78,8 miliardi (3% del Pil). Ma per tornare ai livelli pre-pandemici e per sostenere lo sviluppo di tutto il comparto saranno fondamentali gli investimenti pubblici e privati. Secondo l’Osservatorio, sull’anno medio di riferimento c’è un effetto moltiplicatore: 1 milione di investimenti pubblici attiva quasi 9 milioni di risorse private. Le quali, a loro volta, generano un fatturato annuo di 20 milioni. 2,3 volte superiore agli investimenti privati.


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