Edilizia in tumulto | Superbonus 110% sta diventando un boomerang? L’allarme

"Stanziamenti servono subito, o salta tutto", affermano le aziende dell'edilizia: e i rischi superano il mancano accesso al Superbonus 110%

Un cantiere in pieno funzionamento
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newsby Marco Enzo Venturini28 Marzo 2022


L’allarme è scattato già da qualche settimana, ma ora ha assunto toni che il settore non esita a definire apocalittici. Stiamo parlando dell’edilizia, in fibrillazione per il taglio dal Decreto Energia della norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori per i severissimi rincari di materie prime e manodopera. E ora in tutta Italia l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) denuncia il rischio di chiusura per i cantieri interessati dal Superbonus 110% e non solo.

Il problema è universale, e riguarda l’intero mondo dell’economia. La guerra tra Russia e Ucraina non ha infatti creato problemi solo nelle forniture energetiche all’Italia (di petrolio, ma soprattutto di gas). Le materie prime indispensabili per l’edilizia scarseggiano o sono estremamente costose. Ma quali conseguenze può avere questo per i cantieri? E soprattutto, il Superbonus 110% rischia di diventare un boomerang? I costruttori, in tal senso, hanno le idee molto chiare.

Edilizia, non solo il Superbonus 110% rischia di saltare: la situazione

In un’Italia che sembrava essersi messa alle spalle anni bui, anche grazie all’accesso ai fondi del Pnrr, tanti progetti sono stati avviati negli scorsi mesi. Ora però, con il costo dei materiali schizzato alle stelle, la mancata consegna dei lavori nei tempi previsti è ben più che un semplice rischio. E questo comporterebbe per l’edilizia non solo il mancato accesso al fatidico Superbonus 110%. Conseguenza ancora più severa sarebbero infatti le penali a carico delle imprese, con conseguenti decisioni dei committenti di rinunciare addirittura ai lavori.

Lavori in corso in un cantiere a Roma
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Gli altri Paesi in Europa hanno affrontato subito con tempestività ed efficacia questa emergenza prezzi. Prevedono norme che consentono erogazioni immediate, mentre da noi sembra impossibile – si è lamentato il presidente Ance, Gabriele Buia. Ancora aspettiamo di ricevere i fondi stanziati per il primo semestre 2021. E allora le materie prime costavano la metà rispetto a ora“. E in tal senso le richieste del mondo dell’edilizia sono chiare: “Gli stanziamenti servono subito, o salta tutto“.

Nel frattempo l’Ance ha preso svariate iniziative anche a livello locale. Come a Cuneo, dove le imprese di edilizia locali si sono riunite lunedì alle 11. “Senza un intervento rapido e concreto, nel breve periodo le nostre aziende saranno costrette a sospendere i cantieri“, ha fatto sapere il locale presidente dell’Ance, Gabriele Gazzano, a Provincia e Comuni. In provincia di Frosinone si è fatto appello alla Regione Lazio e al suo dipartimento Crisi Aziendali. Il presidente dei costruttori di Siena, Giannetto Marchettini, ha inviato una lettera aperta ai parlamentari eletti in provincia. Risposte e sostegno sono arrivate in maniera bipartisan, da PD, M5s e Lega. Perché a tremare non è solo il Superbonus 110%, ma buona parte del Pnrr.

Un condominio in corso di riqualificazione grazie al Superbonus 110%
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Lo ha evidenziato Gabriele Picano, responsabile del dipartimento Crisi Aziendali presso la Regione Lazio. “Lavorare nell’edilizia è diventato fortemente antieconomico – ha ammesso –. Il difficile reperimento dei materiali e l’aumento esponenziale dei costi energetici ha appesantito una situazione già difficile. Perché il settore già con grande difficoltà stava uscendo dalla crisi Covid. E oltre al Superbonus 110%, sono a rischio le opere infrastrutturali legate al Pnrr. Alcune di esse sono pubbliche e considerate strategiche, e vedono protagoniste le imprese edili. In tal senso il Governo deve agire con interventi meno timidi, andando oltre un mero contenimento di pochi milioni di euro“.


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