Ucraina, borse giù e maxi rincari per alcuni prodotti: ecco quali

Dopo l’invio di truppe russe in Ucraina, crollo in apertura del Ftse Mib e delle altre borse europee. Impennata dei prezzi per nichel, alluminio, oro, petrolio e gas

Borsa
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newsby Alessandro Boldrini22 Febbraio 2022


L’indomani dell’annuncio del presidente russo Vladimir Putin di aver riconosciuto formalmente le autoproclamate repubbliche popolari del Donbass, l’escalation militare in Ucraina spaventa le borse europee. Oggi, infatti, i principali indici hanno aperto in profondo rosso.

Ucraina, crollo per i mercati europei

A partire dall’Italia, con il Ftse Mib di Milano che cede il 2,59% a 25.375 punti. Sul listino principale assistiamo al fenomeno del cosiddetto “panic selling” sulle banche, con Unicredit che registra un calo del 4,5%. Ma anche su Tim, la peggiore del listino, che lascia addirittura il 7,3%.

Male anche le altre piazze europee: a Parigi il Cac 40 ha ceduto in apertura il 2,28% a 6.633 punti; il Dax di Francoforte ha aperto invece con un calo del 2,48% a 14.365 punti; mentre più contenuto è l’arretramento del Ftse 100 di Londra con l’1,2% a 7.394 punti.

Profondo rosso per la Borsa di Mosca

Continua poi ad affondare la Borsa di Mosca, che ieri – 21 febbraio – è precipitata ai livelli della crisi del 2014. I venti di guerra in Ucraina hanno infatti costretto il mercato azionario russo a un’apertura con un calo dell’8% a pochi minuti dall’avvio degli scambi.

Perdono terreno anche gli indici asiatici, che potrebbero ancora risentire delle nuove sanzioni in arrivo contro Mosca annunciate dalla Casa Bianca. A livello economico, però, le conseguenze di un conflitto nella regione del Donbass rischiano di allargarsi a macchia d’olio in tutto il Vecchio Continente.

Crisi in Ucraina, sanzioni e rincari

Soprattutto in termini di rincari sui prezzi di import/export di alcune materie prime. Come il gas naturale, il cui costo vola: la quotazione sulla piazza di Amsterdam è infatti a 80 euro/Mwh con un aumento del 10% dopo essere salita fino a 82 euro con un rialzo del 13,2%.

In netto rialzo anche le quotazioni del petrolio, che risente della crisi ucraina. Questa mattina il Brent del Mare del Nord ha toccato i 97,51 dollari al barile con un aumento del 2,21%; mentre il Wti ha guadagnato il 3,95% a 94,64 dollari al barile.

In aumento, inoltre, il prezzo dell’oro sui mercati asiatici, i quali sono arrivati a toccare durante la seduta i 1.915 dollari l’oncia, ai massimi da otto mesi. Ora il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.911 dollari l’oncia, con un rialzo dello 0,26%.

Prezzi record per nichel e alluminio

Un eventuale conflitto in Ucraina potrebbe però assestare un duro colpo anche sull’importazione di risorse come nichel e alluminio, i cui prezzi hanno toccato rispettivamente i record storici negli ultimi 11 e 13 anni a seguito delle sanzioni annunciate da Usa e Ue contro Mosca.

La Russia è infatti fra le principali produttrici di questi materiali, molto diffusi in diversi settori. Il nichel, ad esempio, è utilizzato per la produzione delle batterie delle automobili; mentre l’alluminio in industrie che operano in svariati campi: elettronica, chimica, edilizia, difesa e aerospaziale.


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