Ucraina, manifestazione per la pace a Firenze. Rossi: “Siamo contrari all’invio delle armi”

Una catena umana si è stretta intorno alle Gallerie degli Uffizi per manifestare solidarietà all'Ucraina e condannare la guerra

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Newsby Emanuele De Lucia 25 Febbraio 2023

Oggi a Firenze una catena umana si è stretta intorno alle Gallerie degli Uffizi per manifestare solidarietà all’Ucraina e condannare la guerra. Alla manifestazione era presente anche la Cgil, rappresentata dal segretario generale della Toscana, Rossano Rossi: “La guerra c’era già dal 2014 e potevano essere fatte tante cose per evitarla. L’indifferenza e gli interessi economici hanno fatto sì che non si è fatto nulla e oggi siamo a un anno dall’invasione russa. Noi siamo per il no alla guerra senza sé e senza ma. Io mi stupisco che qualcuno ci abbia definito filo-putiniani. Siamo invece sulla stessa posizione di Papa Francesco. Sappiamo di non essere soli. Dovrebbe riflettere la politica, che rappresenta poco il nostro Paese, che è contro l’invio delle armi“.

Ucraina, catena umana intorno agli Uffizi per chiedere la fine della guerra

Le associazioni aderenti al flash mob organizzato a Firenze si sono ritrovate in piazza dei Giudici per ribadire la contrarietà all’invio delle armi e un no deciso alla guerra. Anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini è arrivata a dare la sua solidarietà alla manifestazione. Bandiere arcobaleno e tantissimi striscioni e cartelli contro le armi hanno circondato le Gallerie degli Uffizi in un abbraccio di solidarietà al popolo ucraino.

Boldrini: “Basta guerra e armi. Il negoziato è scomparso all’orizzonte”

È bello vedere questa piazza piena di gente“, ha dichiarato Laura Boldrini. “Siamo qui per ribadire che non vogliamo più guerra né armi. Bisogna rafforzare il dialogo, parlare di accordo, trovare la strada per una conferenza internazionale. Si è solo parlato di armi, sempre più potenti e la parte del negoziato è scomparsa dall’orizzonte. La gente vuole la pace perché la guerra crea solo distruzione e morti. E le ripercussioni arrivano ovunque. Secondo me, l’Unione europea deve fare di più. Si è spesa per sostenere l’Ucraina, ma ora bisogna trovare un soggetto terzo e questo è il ruolo dell’Unione. Non può impegnarsi solo mandando armi“.

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