Primo maggio, sindacati ad Assisi: “Fermare guerra, ridare dignità a lavoro”

La manifestazione del primo maggio è stata organizzato dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Il suo slogan è “al lavoro per la pace”

La manifestazione del primo maggio ad Assisi
newsby Alessandro Bolzani1 Maggio 2022



È iniziata ad Assisi, in piazza San Francesco, la manifestazione nazionale del primo maggio, organizzata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Lo spirito della giornata è ben rappresentato dallo slogan “al lavoro per la pace”. Saranno affrontati, infatti, temi come la pace, il lavoro, la crescita del Paese (nonché dei salari e delle pensioni), la lotta alla precarietà e la sicurezza. Inoltre, i sindacati chiederanno di fermare la guerra, con un appello alla comunità internazionale e all’Onu per favorire il negoziato tra la Russia e l’Ucraina e il cessate il fuoco. In piazza sono presenti i tre segretari generali: Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Il messaggio di questo Primo maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale”, spiega Landini. Aggiunge poi che sul piano dell’occupazione “bisogna affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà”.


A Roma, nel corso del pomeriggio, si terrà il tradizionale concertone del primo maggio, promosso dai sindacati. Si svolgerà in piazza San Giovanni.

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Landini sottolinea la difficoltà con cui molti italiani arrivano alla fine del mese. “È necessario mettere dei soldi in busta paga e in quelle dei pensionati per poter reggere questo aumento assurdo dei prezzi, il raddoppio delle bollette, l’aumento della benzina. Stiamo chiedendo dei provvedimenti anche straordinari, far pagare meno contributi a pensionati e lavoratori, aumentare il bonus energia non solo fino a 12 mila euro di reddito Isee, ma allargarlo di più. E poi fare quella riforma fiscale che affronti il tema“.


Il segretario della Cgil ha sottolineato che “finora non c’è stato un grande dialogo con il Governo. Da quando è scoppiata la guerra, c’è stato solo un incontro e non abbiamo avuto risposte. Bisogna affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà“.

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Non mancano delle dichiarazioni sulle morti sul lavoro. “Appena c’è stata un po’ di ripresa si è ricominciato a infortunarsi e morire sul lavoro. Credo sia l’altro grande problema. C’è un livello di precarietà nel lavoro che non ha precedenti e siamo alla logica dell’appalto e subappalto del massimo ribasso. C’è sicuramente un problema di formazione, di assunzione, di nuovi ispettori, ma bisogna anche contrastare la precarietà e impedire la logica dell’appalto al massimo ribasso, che spesso avviene proprio nel settore pubblico“, spiega Landini.


Dal palco del primo maggio di Assisi, Landini si e rivolto poi a Confindustria: “Non so dove viva Bonomi e quali fabbriche frequenti. Basta andare su un autobus oltre che in fabbrica, al supermercato, in un bar. C’è bisogno semplicemente di aumentare i salari, quindi agire sia sul piano fiscale che rinnovare i contratti. Trovo che sia folle che ci siano dirigenti che prendono mille volte quello che prende un operaio. Nelle fabbriche dove io vado, sento che le condizioni sono sempre più peggiorate“.

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Alla manifestazione del primo maggio ad Assisi era presente anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Chiara la sua ricetta per il futuro: “Ci vuole un grande investimento per la qualità, la stabilità e la dignità del lavoro. Chi investe sulla sicurezza, investe sull’innovazione, sulla produttività, sulla competitività. È l’Ocse che ci segnala che negli ultimi 30 anni le retribuzioni medie in Italia sono diminuite del 3%, mentre in Francia sono aumentate del 31% e in Germania del 33%. In Italia le persone hanno bisogno di salario massimo, non minimo. Noi dobbiamo aprire un confronto col Governo sul tema della politica dei redditi. Governare l’inflazione vuol dire mettere in sicurezza il potere di acquisto di pensioni e stipendi. L’inflazione è una tassa iniqua, subdola, che colpisce soprattutto le fasce deboli della società“.


Il primo maggio è l’occasione per fissare gli obiettivi per il futuro. Così Sbarra: “Bisogna investire di più sulla formazione, sull’informazione e la comunicazione dentro e fuori i luoghi di lavoro. Questa strage silenziosa, le tante vittime sul lavoro meritano un’assunzione forte di responsabilità. Il Governo ha adottato prime misure, ma bisogna fare di più. Intensificare controlli, vigilanza, verifiche, incrociare le banche dati, assumere ispettori e medici del lavoro. E poi forte investimento su prevenzione e formazione, a partire dalla scuola“.

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A margine della manifestazione del primo maggio ad Assisi, il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha spiegato anche la scelta della sede dell’evento. “Assisi – ha sottolineato – è stata una scelta improntata soprattutto sulla pace e sul lavoro. In questo periodo abbiamo parlato della pandemia, della guerra. Siamo vicini alle popolazioni ucraine, abbiamo portato degli aiuti, sosteniamo i nostri colleghi sindacalisti che sono stati arrestati. Bisogna parlare di lavoro anche, delle ricadute di questa guerra, che saranno sulle nostre spalle per molto tempo. È opportuno che la politica li affronti sul serio“.


Dal palco del primo maggio, poi, anche Bombardieri ha denunciato i colossali problemi del lavoro in Italia. “Bisogna fare di più, smetterla di essere ipocriti, lavorare sulla prevenzione e sulla formazione. Le aziende che violano le norme sulla sicurezza non devono poter partecipare a bandi e appalti pubblici. E devono essere espulse dalle associazioni datoriali. Vediamo se hanno il coraggio. Poi ci vuole una procura nazionale dedicata ai temi della sicurezza“, ha dichiarato.


Anche Bombardieri, poi, ha attaccato il presidente di Confindustria. “È strano che certe affermazioni le faccia proprio Bonomi, che una fabbrica con operai non ce l’ha – ha dichiarato dal palco del primo maggio –. Lo invitiamo a venire insieme a noi. Continuiamo a sostenere che bisogna intervenire sulle politiche salariali e sul cuneo fiscale. Ricordo che lo abbiamo già chiesto sulla precedente finanziaria. Sui salari vorrei ricordare che ci sono salari da fame. Domani ci sarà uno sciopero della vigilanza privata, che prende 4 euro e 60 centesimi l’ora“.


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