Libera, è allarme: “Durante emergenza più attacchi informatici”

Libera studia i dati di questi mesi: "C'è bisogno di liquidità, e ne approfittano clan e cosche. Aiuti importanti, ma vanno inseriti in un quadro complessivo"

newsby Teresa Ciliberto3 Dicembre 2020



Quando si parla di Covid, noi di Libera non parliamo più solo di pandemia, ma parliamo anche di sindemia. Cioè quel fenomeno che mette insieme l’emergenza sanitaria e sociale. Siamo in un momento nel quale il problema sanitario in realtà sta portando una serie di conseguenze economiche e sociali“, spiega Francesca Rispoli, della rete Libera, associazioni contro le mafie.

Libera: i rischi dei cittadini durante l’emergenza

I dati di Libera parlano chiaro: “Abbiamo rilevato, innanzitutto guardando al lavoro degli organi inquirenti, che nei mesi in cui la pandemia ha avuto più impatto, cioè durante la fase 1 e 2, è aumentata molto l’esposizione dei singoli cittadini e delle imprese alla criminalità organizzata e all’usura. Perché evidentemente c’è un rischio, c’è una mancanza di liquidità. E quindi le persone hanno bisogno di prestiti, anche senza garanzie, e trovano ‘liquidità da marciapiede’. Nel senso che oltre ai decreti liquidità varati dal governo, in realtà sappiamo che le cosche e i clan hanno la capacità di avvicinarsi a chi ne ha bisogno. Ce lo dimostrano anche gli arresti avvenuti ieri a Roma al Clan Senese“.

Questo bisogno di liquidità ha generato un ulteriore problema. Che gli studi di Libera evidenziano senza temi di smentita: “L’incremento per l’usura ad oggi è salito del 6,5%. Parliamo di ciò che già è attestato, ma in realtà sappiamo che in questi mesi molte persone sono ancora alla ricerca di liquidità. Quindi in realtà noi potremo tirare una riga e capire meglio quale è stato l’impatto di questi mesi di lockdown solo più avanti“.

Emergenza telematica e i guai delle imprese

Altro tema da non sottovalutare riguarda la sicurezza telematica. Che in questi mesi è stata spesso messa a repentaglio dalla crisi. Così Francesca Rispoli di Libera: “Da gennaio al 29 ottobre del 2020 sono stati rilevati 476 attacchi informatici, contro i 105 del 2019. Vuol dire un aumento di tre volte e mezzo, e che questi attacchi sono cresciuti esponenzialmente. Parliamo del 353%“.

La situazione di emergenza non riguarda peraltro solo i singoli cittadini. “Esiste un rischio liquidità per oltre 100 mila imprese e società di capitali – rileva Libera –. Queste ultime spesso non possono accedere ai fondi statali. Gli aiuti sono importanti, ma non devono essere piccoli e a pioggia, bensì inseriti in un quadro complessivo di ridisegno e sostegno tra pubblico e privato“.


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