Covid, c’è il piano per la quarta dose di vaccino: la lettera alle Regioni

Il documento include le linee guida che andranno attuate per somministrare il secondo booster anti Covid, partendo da fragili e over 60

Covid, un centro vaccinale nella città di Bologna
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newsby Marco Enzo Venturini13 Luglio 2022


I numeri del Covid continuano a crescere, e tornano ad essere sempre più allarmanti anche in Italia. Per questo motivo è stato ultimato il piano per la nuova campagna vaccinale. Il cui obiettivo è quello di procedere alla somministrazione della quarta dose ai cittadini fragili e a chi ha un’età superiore ai 60 anni.

Le richieste alle Regioni in vista della vaccinazione

Esiste infatti una lettera, che le Regioni hanno ricevuto e la cui firma è quella del generale Tommaso Petroni. In assenza di un commissario per l’emergenza (l’ultimo fu Francesco Paolo Figliuolo), ora è lui a capo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale. E nel documento si elencano le linee di indirizzo per la “Estensione della platea vaccinale destinataria della seconda dose di richiamo (second booster) nell’ambito della campagna di vaccinazione anti Covid“.

Ciò che si chiede alle Regioni è di predisporre almeno un hub ogni 50 mila abitanti. Il contrasto al Covid, in ogni caso, sarà in parte diverso rispetto al passato. “La campagna vaccinale primaria, durante lo stato di emergenza, è stata incentrata sulla disponibilità di grandi hub vaccinali, con il coinvolgimento progressivo dei medici di medicina generale e delle farmacie. In considerazione del contesto attuale e della platea individuata, si può configurare, da subito, un modello misto di somministrazioni“, spiega il documento. E nel nuovo modello “gli hub vaccinali potrebbero essere previsti a livello provinciale“.

Come si affronterà il Covid nei prossimi mesi

I centri di somministrazione del vaccino anti Covid saranno messi a punto “in numero crescente in funzione della popolazione residente e tenendo conto delle caratteristiche orografiche, demografiche e di viabilità dei singoli territori“. Si aggiunge anche che un hub ogni 50 mila abitanti è una stima fatta “solo a titolo di esempio“. Tali centri potranno anche essere “integrati da altri punti vaccinali presso strutture sanitarie stanziali“. Esse includono “presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie“.

La gestione della nuova campagna anti Covid sarà a carico della stessa Unità per il completamento della campagna vaccinale. Proprio l’Uccv, infatti, “provvederà ad approvvigionare i vaccini e i kit di somministrazione, a sovraintendere alla distribuzione“. Si occuperà anche di “monitorare i fabbisogni operando le attività di compensazione tra le varie Regioni e province autonome e a monitorare il raggiungimento dei target“.

Arrivano anche rassicurazioni sul personale, che nel corso dell’emergenza Covid ha rappresentato un problema via via crescente. L’Uccv spiega infatti che continuerà “a supportare le Regioni con le attività amministrative finalizzate a garantire la disponibilità di personale sanitario richiesto per la campagna vaccinale“. Ma sottolinea anche che “è fondamentale l’apporto dell’Iss e dell’Aifa“. Soprattutto per quanto riguarda “una comunicazione focalizzata sulla puntuale e trasparente necessità di una vaccinazione tempestiva“.


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