Carceri, il garante attacca: “Droga portata da agenti, cambi il sistema”

Samuele Ciambriello, garante campano dei diritti delle persone private della libertà personale, denuncia la grave situazione delle carceri

Samuele Ciambriello, garante campano delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale
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newsby Redazione27 Aprile 2022



Il garante nazionale delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale, Mauro Palma, è amarissimo sulla situazione delle carceri italiane. “Sono certo verrà fatta giustizia per i detenuti maltrattati al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Bisogna educare la società affinché la figura degli agenti penitenziari non sia vista solo come qualcosa di repressivo“, spiega. Quindi aggiunge: “Non c’è differenza tra nord e sud. Sono coinvolto in ben tre processi di tre Regioni differenti“.


Samuele Ciambriello, garante campano delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale, torna a parlare di carceri, caso Cucchi e non solo. Lo fa a margine del rinvio a giudizio di 107 persone per le violenze di aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Gli indagati includono soprattutto poliziotti della Penitenziaria e funzionari del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap).

Il caso Cucchi e la riflessione del garante

La storia del caso Cucchi – spiega Ciambriello – mi fa riflettere su un fatto, che riguarda anche la Campania. Perché il garante tutela le persone private della libertà. Io posso intervenire anche se a fermare una persona è la Questura. E anche quando la Questura ti trattiene per 3-4 giorni e sei pronto per uscire. Ma le nostre carceri sono piene di agenti di Polizia penitenziaria. E non per maltrattamenti“.

E quindi Ciambriello entra nel merito del discorso. Lo fa con un atto d’accusa in piena regola: “Qui, a Santa Maria, ci sono agenti in detenzione perché hanno portato droga nelle carceri. Alcuni hanno portato telefonini nelle carceri. L’ultimo arresto è di ieri. Un agente penitenziario aveva portato droga nella struttura, altro che elicotteri o droni“.

Carceri: un appello alla politica

Una situazione dunque molto grave, che secondo Ciambriello richiede un intervento di petto: “Lo dico perché c’è un intero sistema da riformare, quello della giustizia. Io non posso essere tutore dell’ordine e mettere in campo la divisa con disonore. In quei luoghi, poi, ce la si prende con una persona come Cucchi. Che aveva anche un problema in più, relativo alla tossicodipendenza. E molte volte nelle carceri ce la si prende con i poveri. E se sono ricchi, si chiede loro una tangente per fornirli di droga o telefonini“.

Il garante dei diritti delle persone private della libertà personale conclude quindi con un appello. La sua richiesta è che si faccia qualcosa a livello nazionale per cambiare la situazione delle carceri. “Questa situazione mi indigna e mi fa provare amarezza, perché anche su questo la politica non interviene. Per fortuna coloro che si comportano così sono la minoranza“, afferma.

Carceri e Santa Maria Capua Vetere, il garante: “È un depistaggio di stato; applaudirono Salvini”


Convegno sul bilancio del 2021 al Consiglio Regionale della Campania. Il garante campano delle persone sottoposte a limitazione di libertà personale, Samuele Ciambriello: “Chiedo al governo un anno di carcere in meno per i detenuti con piccole pene”. Sul bilancio del 2021: “Troppi tentativi di suicidio e atti di autolesionismo”. Sulle violenze di Santa Maria Capua Vetere: Agenti applaudirono Salvini quando li difese, oggi sappiamo che è stato un depistaggio di stato”.


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