Amnesty, il rapporto 2021-2022: “Niente passi avanti sui vaccini, egoismo brutale”

Presentato il rapporto 2021-2022 di Amnesty International sui diritti umani nel mondo: "Sui vaccini governi collusi con le multinazionali"

newsby Davide Di Carlo29 Marzo 2022



Amnesty International Italia ha presentato oggi il rapporto 2021-2022 sui diritti umani nel mondo. Il saggio è composto da 154 schede di approfondimento su 149 Paesi. “Se nel 2020 eravamo alla ricerca di una soluzione per uscire dalla pandemia, nel 2021 era a portata di mano, ma abbiamo perso l’occasione. Ciò è dovuto dal fatto che i vaccini sono diventati un privilegio per pochi e non per tutti”, ha rimarcato il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury.

“Quello che è successo nel 2021 ci dice molto sullo stato globale dei diritti umani. I governanti disprezzano la dichiarazione universale del 1948”, ha dichiarato Emanuele Russo. Non solo il mondo nella sua totalità, ma anche l’Italia vive difficoltà riguardo i diritti umani. “Il 2021 poteva rappresentare un passo avanti per il nostro Paese ma non è stato così. Ci sono tanti passi avanti da fare ma c’è poca disponibilità da parte dei governi”, ha sottolineato la responsabile della campagna, Ilaria Masinara.

Amnesty: “Sui vaccini governi collusi con le multinazionali”

“Gli Stati ad alto reddito hanno colluso coi giganti aziendali ingannando le persone con slogan vuoti e false promesse su un’equa ripresa dalla pandemia da Covid-19, in quello che è risultato uno dei più grandi tradimenti dei nostri tempi”. È quanto si legge in una nota di Amnesty che accompagna il lancio della sua analisi annuale sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Il rapporto 2021-2022 è pubblicato in Italia da Infinito Edizioni. Il documento denuncia che questi Stati, insieme ai colossi aziendali, hanno acuito la disuguaglianza globale.

E ne individua le cause “nella nociva avidità aziendale e nel brutale egoismo nazionale; così come nell’abbandono della sanità e di altre strutture pubbliche da parte dei governi. “Il 2021 avrebbe dovuto essere un anno di ripresa e recupero. Invece, è diventato l’incubatrice di una più profonda disuguaglianza e di una maggiore instabilità, caustiche eredità per gli anni a venire”. Lo ha detto Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

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“Le promesse di ‘ricostruire meglio’ e affrontare le disuguaglianze che avevano aggravato l’impatto della pandemia sono rimbalzate da un leader a un altro – ha concluso -. Questi leader hanno portato in scena una recita sul tradimento e sull’avidità, in combutta con i colossi aziendali. Gli effetti più dannosi sono stati per le comunità più marginalizzate e per quelle affette da povertà endemica”.


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