Afghanistan, in salvo a Firenze le calciatrici di Herat: “Ora al sicuro”

Il racconto a Palazzo Vecchio: "Avevamo sempre paura di essere scoperte dai talebani. Noi esempio di speranza e fiducia per chi è rimasto in Afghanistan"

newsby Emanuele De Lucia6 Settembre 2021



“Da quando siamo entrate in Italia ci sentiamo bene, siamo al sicuro. Prima avevamo paura dei talebani. Noi vorremmo essere un esempio di speranza e fiducia per chi ancora vive in Afghanistan, ma che spera di poter vivere in una società libera: è un messaggio per tutte le donne in Afghanistan. Lo hanno detto le tre calciatrici di Herat arrivate a Firenze dall’Afghanistan nei giorni scorsi, che oggi hanno incontrato la stampa a Palazzo Vecchio insieme al sindaco Dario Nardella.

Per motivi di sicurezza non è stato divulgato il nome delle calciatrici e del loro allenatore. Il viaggio fino a Kabul, hanno raccontato, “è durato 24 ore ed è stato molto pericoloso. Se i talebani ci avessero scoperto per noi sarebbe stato molto rischioso, così abbiamo viaggiato in modo che nessuno potesse rendersi conto di chi eravamo. Per 24 ore non abbiamo dormito. Le calciatrici hanno anche ringraziato il loro allenatore perché “ci ha aiutato a crescere. Non è stato solo un allenatore ma anche un appoggio”.

Riguardo al loro futuro in Italia, hanno detto che vorremmo studiare. Nel gruppo c’è chi ha fatto informatica, chi letteratura inglese e ora spera di iniziare “con quella italiana”. Il futuro è anche legato allo sport: “Da sempre guardavamo il calcio in tv – hanno detto -. Qualcuna di noi gioca in difesa, altre in attacco. Adesso potremo continuare il nostro sport, andare all’università, lavorare e avere una vita felice, in sicurezza. Vogliamo ringraziare tutti.

Firenze accoglie i profughi dall’Afghanistan


“Visto che saranno in città fino a quando ce ne sarà bisogno e lo vorranno abbiamo pensato di organizzare degli incontri nelle scuole di Firenze. I nostri studenti potranno così ascoltare queste ragazze e capire direttamente cosa significa battersi per il proprio Paese e per i diritti umani. Lo ha annunciato il sindaco Nardella nel corso della conferenza stampa.

“Nell’area metropolitana – ha aggiunto il primo cittadino fiorentino – siamo a 116 persone del progetto di accoglienza, queste ragazze sono accolte in parte dall’Istituto Universitario Europeo, in parte del Comune e in parte dalla Caritas”, sotto il coordinamento della Prefettura.

“Proprio con la Prefettura – ha spiegato Nardella – stiamo lavorando per ampliare il sistema Sai, il sistema di accoglienza e integrazione. Su questo c’è grande attenzione da parte del Governo. A livello europeo, in attesa che la Ue batta un colpo sulla politica estera, noi dimostriamo con l’Istituto Universitario Europeo che se si può fare qualcosa, se si vuole”.

Nardella ha definito questo momento “molto particolare ed emozionante. Ringrazio tutte le istituzioni e vorrei ringraziare di persona la ministra Luciana Lamorgese che ho contattato direttamente dando la disponibilità della città di Firenze a ospitare le nostre tre amiche e l’allenatore. Molte delle ragazze della squadra di Herat sono scappate in Iran, altre sono venute in Italia.


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