25 aprile, Zingaretti depone una corona a Porta San Paolo

Il presidente della regione Lazio: "La Costituzione e la Liberazione sono state l'incontro tra punti di vista differenti. L'unità contro il nazifascismo, questa è stato il valore della fase della liberazione"

newsby Davide Di Carlo25 Aprile 2022



Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha deposto, insieme con il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, una corona per commemorare i Partigiani che hanno contribuito a liberare Roma e il Paese dal regime nazifascista, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. “La Costituzione e la Liberazione sono state l’incontro tra punti di vista differenti. L’unità contro il nazifascismo, questa è stato il valore della fase della liberazione. Oggi difendere la democrazia vuol dire creare lavoro. Come diceva Calamandrei: bisogna dare lavoro a tutti“, ha dichiarato il governatore del Lazio.

E ancora: “Noi dobbiamo continuare nel solco della lotta di liberazione, nell’unità e pensando alle persone“, ha continuato. Un momento particolare dove ha avuto modo di rispondere anche alla domanda sulla vittoria di Macron di ieri: “Con Macron e la Germania, l’Italia deve essere protagonista di un’Europa più giusta. Benissimo il risultato di ieri“.

25 aprile, Gualtieri: “Festeggiamo con Ucraina nel cuore”


Presente alla commemorazione anche il primo cittadino della Capitale, Roberto Gualtieri. “Oggi è una giornata fondamentale per la nostra democrazia e per i valori di libertà. Noi la festeggiamo sempre e quest’anno la festeggeremo con l’Ucraina nel cuore a cui mandiamo la nostra solidarietà. La Resistenza ha visto il coraggio di tante persone che hanno voluto essere protagoniste della rinascita dell’Italia“, ha dichiarato il Sindaco. “Roma è stata protagonista della Resistenza e la forza morale dei resistenti ha fatto si che il Paese si schierasse per la libertà“, ha continuato.

La Brigata Ebraica a Porta San Paolo


Anche la comunità e la Brigata ebraica hanno deposto una corona a Porta San Paolo, sotto le targhe che ricordano i partigiani caduti per la libertà del Paese. Un momento accompagnato dalla lettura dei nomi dei partigiani ebrei che hanno persona la vita per liberare l’Italia e dalle note dell’Inno Nazionale. “La comunità ebraica è presente perché è la festa degli italiani e per ricordare tutti i partigiani, anche ebrei. Un modo per ridare senso e significato alla parola libertà e Liberazione“, ha dichiarato la Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, a margine della deposizione della corona in Porta San Paolo. “Se è arrivata la lettera di Pagliarulo per riavvicinarci? Oggi lasciamo da parte quello che è stato, parliamo di oggi e della Liberazione“, ha continuato.

Corteo dell’ANPI: “Ricordiamo i valori della libertà e resistenza”


E sempre a Porta San Paolo si è conclusa la manifestazione organizzata dall’Anpi per la festa della Liberazione, partita da Largo Bompiani, nel quartiere di Tor Marancia. Un corteo pacifico e colorato che ha visto i manifestanti uniti da un unico canto: Bella Ciao. Studenti, ex partigiani, uomini e donne hanno aderito al richiamo dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Presenti all’evento anche i sostenitori delle fazioni più estreme, che hanno una posizione di contrasto contro la Nato. “Siamo qui per ricordare i valori della libertà e della resistenza“, ha spiegato lo studente Leonardo. Al corteo anche un uomo con un cartello contro Mattarella: “Non è vilipendio, in un paese democratico si può criticare il Capo dello Stato“.

25 Aprile, bandiere Palestinesi e striscioni contro la Nato: “Azov non sono Partigiani”


Al corteo romano numerosi gli striscioni contro la Nato e le bandiere della Palestina, un fatto che va contro al “buon senso” di cui aveva parlato il presidente dell’Anpi Nazionale, Pagliarulo, nell’ultima conferenza stampa. A sventolarle sono uomini e donne appartenenti alle fazioni politiche più estremiste, che non hanno voluto disertare il corteo. “La bandiera della Palestina c’è sempre stata al corteo. I palestinesi sono i veri Partigiani e non il battaglione Azov“, dice una manifestante. “Noi siamo per la pace ma Zelensky è una persona manovrata dalla Nato perché vuole conquistare tutta l’Ucraina a discapito dei civili“, ha rimarcato un uomo.

La Partigiana Iole Mancini canta Bella Ciao: “Ho voluto esserci”


L’ultimo intervento dal palco per la Festa della Liberazione a Roma è stato quello della Partigiana Iole Mancini. Un momento toccante per tutti i presenti che hanno accompagnato le parole della donna con applausi e cori. “Sono felice di essere qua perché alla mia età non è semplice ma ho voluto esserci. Per fortuna la mente mi assiste ancora. Ricordo ancora tutto con tanto dolore e ricordo i compagni che ci hanno lasciato per la libertà. Oggi i giovani, forse, non si rendono conto che vivono in un paese libero e che sono liberi di esprimersi, parlare e passeggiare, per noi non era così perché eravamo sotto la dittatura fascista. La Resistenza ci ha lasciato una cosa bellissima: il voto alle donne“, ha detto. Subito dopo l’intervento la Partigiana ha cantato Bella Ciao con i tanti rimasti lì ad ascoltarla.


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