Zoom si prepara a introdurre le pubblicità (ma non per chi paga)

La piattaforma ha annunciato che solo gli utenti del piano “basi” vedranno delle inserzioni al termine di ogni chiamata con altri fruitori “free”. Per tutti gli altri non cambierà nulla

Zoom si prepara a introdurre le pubblicità (ma non per chi paga)
Zoom (Unsplash)
newsby Alessandro Bolzani2 Novembre 2021


Durante il 2020, soprattutto nel periodo del lockdown, Zoom è stata l’applicazione per eccellenza. Tutti la usavano, dagli studenti in didattica a distanza ai lavoratori in smart working. Nonostante ora la situazione sia un po’ diversa, l’app continua a restare molto gettonata e a registrare dei buoni numeri. È disponibile una versione gratuita (con un limite di 40 minuti a videochiamata) e vari “pacchetti” a pagamento, adatti a soddisfare esigenze diverse. Finora in nessuno dei piani di Zoom erano presenti delle pubblicità, ma presto la musica cambierà.

L’arrivo delle pubblicità su Zoom

Tramite un post sul suo blog, Zoom ha annunciato che presto gli utenti del piano “basic” vedranno delle inserzioni pubblicitarie al termine di ogni chiamata. La novità potrebbe non riguardare ogni Paese, anche se per ora non sono disponibili informazioni più dettagliate a riguardo. Inoltre, gli utenti visualizzeranno le pubblicità solo se si uniranno alla conversazione ospitata da un altro fruitore del piano “basic”. A conti fatti si tratta di un piccolo prezzo da pagare per un servizio che, anche nella sua versione gratuita, presenta poche limitazioni. Quaranta minuti sono più che sufficienti per la maggior parte delle videochiamate ed è anche presente la crittografia end to end.

Una scelta necessaria

Janine Pelosi, chief marketing officer di Zoom, spiega che la scelta di introdurre le pubblicità si è resa necessaria per “supportare gli investimenti e continuare a permettere agli utenti del piano Basic di utilizzare la piattaforma”. “Questo cambiamento assicura che questi utenti potranno continuare a interagire con amici, colleghi e famigliari come hanno fatto finora”, aggiunge Pelosi. Zoom ha già messo le mani avanti, sottolineando che non utilizzerà i contenuti delle conversazioni o i file inviati per far vedere all’utente delle pubblicità mirate. L’azienda è ben consapevole di come potrebbe reagire la propria fanbase se di fronte a una violazione della privacy di questo tipo.


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