La nuova frontiera del food delivery: i robot-fattorini

Con l’aumento della domanda, in alcuni campus dei college americani e britannici il cibo viene consegnato da alcuni piccoli robot

La nuova frontiera del food delivery: i robot-fattorini
(Credit: Starship Technologies)
newsby Alessandro Boldrini2 Novembre 2021


La nuova frontiera del food delivery sono i robot-fattorini. Nei campus di alcuni college negli Usa e nel Regno Unito, a consegnare il cibo ci pensano infatti dei piccoli automi capaci di trasportare fino a quattro grandi pizze. Per ora ci sono solo poche centinaia di esemplari, ma la produzione – racconta l’Associated Press – è in costante aumento, proprio come lo è la domanda di cibo a domicilio senza contatti interpersonali fra persone.

L’effetto pandemia sui robot-fattorini

Prima della pandemia, infatti, le aziende testavano solo pochi robot di questo genere; mentre ora i numeri di questa industria sono in costante crescita. Ne è un esempio il caso della Starship Technologies, che ha da poco raggiunto il traguardo delle due milioni di consegne. “Penso che la richiesta ci sia sempre stata, ma è venuta a galla come conseguenza della pandemia”, spiega all’Ap Alastair Westgarth, Ceo della Starship.

Attualmente la società conta oltre mille robot nella sua flotta. Nel 2019 erano poco più di 250. E molti altri entreranno in azione presto: le consegne avvengono già in venti campus americani, con altri 25 che si aggiungeranno presto. Ma sono attivi anche in alcune città come Milton Keynes in Inghilterra, Modesto in California e nella capitale estone Tallinn, dove ha sede la Starship Technologies.

Nella flotta della compagnia ci sono poi modelli differenti. Alcuni, ad esempio, hanno quattro ruote, mentre altri sei. Tutti, però, sono dotati di telecamere, sensori, Gps e a volte anche scanner per muoversi sui marciapiedi e attraverso la strada in modo del tutto automatico. La velocità di questi robot si aggira attorno alle cinque miglia orarie.

 

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Delivery, i limiti di questi strumenti

Gli spostamenti di questi piccoli automi sono comunque controllati da remoto dagli operatori della società nel caso in cui si trovassero di fronte ad ostacoli imprevisti. Una volta giunti a destinazione, i clienti digitano un codice sul proprio smartphone che permette di aprire il coperchio e ritirare il cibo ordinato.

I robot-fattorini, però, hanno anche dei limiti. Ad esempio la velocità ridotta o la necessità di ricarica costante, essendo elettrici. Questi macchinari hanno poi un raggio d’azione delimitato e possono fare solo ciò per cui sono stati programmati. Ad esempio, un cliente non può chiedere all’automa di lasciare la sua consegna fuori dalla porta di casa.

E in alcune metropoli gli spostamenti sui marciapiedi si preannunciano particolarmente complicati. Per questo, bisognerà attendere ancora un po’ di tempo prima che questi strumenti diventino parte integrante della nostra quotidianità. Ma la strada per il futuro sembra già tracciata.


Tag: Food deliveryRobot