Coronavirus, “Immuni”: l’app scelta dal governo per tracciare i contagi

Il software, nel pieno rispetto delle direttive della Commissione Ue, è basato sul Bluetooth, non prevede l’uso della geolocalizzazione e rispetta la privacy degli utenti (di cui sarà garantito l’anonimato). Inoltre, potrà essere installata su base volontaria

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Smartphone (Pixabay)
newsby Alessandro Bolzani17 Aprile 2020


“Immuni”: sarà questo il nome dell’applicazione che aiuterà a tracciare le persone contagiate dal coronavirus Sars-CoV-2 nel corso della fase 2. Il software, realizzato dalla software house milanese Bending Spoons in collaborazione con il Centro Diagnostico Santagostino, è stato scelto dal governo italiano tra oltre 300 proposte. L’applicazione, nel pieno rispetto delle direttive della Commissione Ue, è basata sul Bluetooth, non prevede l’uso della geolocalizzazione e rispetta la privacy degli utenti (di cui sarà garantito l’anonimato). Inoltre, potrà essere installata su base volontaria. L’ordinanza che dispone “di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons Spa” è stata firmata dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri giovedì 16 aprile. Prima di essere esteso in tutta Italia, il sistema dovrebbe essere testato prima in alcune regioni pilota.

Come funziona l’applicazione “Immuni”

L’applicazione realizzata da Bending Spoons utilizzerà il Bluetooth per rilevare la distanza tra due smartphone entro un metro e tracciare così i contatti dell’utente con le altre persone, che saranno associate a dei codici identificativi anonimi. Questi dati verranno conservati nell’app e permetteranno di ripercorrere a ritroso tutti gli incontri di un cittadino risultato positivo al Covid-19, in modo da poter rintracciare e isolare i potenziali contagiati. Ciò avverrà solo se l’utente darà il proprio consenso al trattamento dei dati conservati sul proprio smartphone. L’applicazione “Immuni” dispone anche di una seconda funzione: si tratta di un diario clinico contenente varie informazioni sulla persona che l’ha installata, come sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci ecc. Dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi e cambiamenti dello stato di salute.

Il ruolo di Bending Spoons

“Sono molto orgoglioso della passione, abnegazione e competenza dei nostri ingegneri, scienziati e di tutto il team Immuni”, dichiara Luca Ferrari, amministratore delegato di Bending Spoons. “Abbiamo fatto, e faremo, del nostro meglio”. La software house milanese ricorda che la Presidenza del Consiglio dei Ministri è il licenziatario dell’uso dell’applicazione “Immuni”. Bending Spoons agisce gratuitamente, finanziando autonomamente i propri costi e non ricevendo alcun corrispettivo per il suo impegno. L’azienda è nota soprattutto per le sue app disponibili per i sistemi operativi iOS e Android, come “30 Day Fitness”, “Sleep” e “Splice”.


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