Attacco informatico dalla Russia? | Europa e Usa tremano: ecco i rischi reali

E se la guerra tra Russia e Ucraina si estendesse all'Occidente tramite un abile attacco informatico? La paura c'è: ecco cosa potrebbe succedere

La schermata di un computer, pieno di codici HTML
Foto | Pixabay | markusspiske
newsby Marco Enzo Venturini23 Marzo 2022


Se la guerra tra Russia e Ucraina ha portato l’attenzione del mondo intero sulle città del Paese invaso dalle truppe di Vladimir Putin, c’è un altro fronte caldissimo, apparentemente invisibile, ben più esteso e che spaventa non poco le grandi potenze del mondo. Stiamo parlando del web. E infatti nel giro di poche ore da praticamente ogni fronte sono arrivate manifestazioni di timore di un attacco informatico che possa provocare danni potenzialmente irreparabili.

Da una parte gli Usa, che tramite il proprio presidente Joe Biden parlano di “ingente attacco informatico” che la Russia potrebbe preparare come rappresaglia per le sanzioni. Dall’altra l’autodifesa ufficiale giunta da Mosca. Senza dimenticare le preoccupazioni dell’Europa e un problema non indifferente che l’Italia sta affrontando in queste ore. Ma allora si tratta solo di psicosi o ci sono reali rischi per questa o quella nazione? E se sì, quali?

Attacco informatico russo: cosa rischiano effettivamente Usa ed Europa

Partiamo dagli Usa e da Biden. Quest’ultimo è intervenuto al Business Roundtable Quarterly Meeting a Washington, parlando di minaccia imminente. “Un attacco informatico fa parte del modus operandi della Russia. Aggiornamenti della nostra intelligence ci dicono che potrebbe succedere molto presto. E stiamo vivendo un momento cruciale per accelerare il lavoro sulla nostra cybersecurity e rafforzare la nostra resilienza nazionale“, ha dichiarato il presidente statunitense.

Informatico al lavoro sul suo pc
Foto | Pixabay | methodshop

A ricostruire in che cosa potrebbe realmente consistere un attacco informatico della Russia ai danni degli Usa è stato il sito ‘Fortune.com’. Già nel maggio 2021, infatti, un gruppo di hacker noto come DarkSide violò la Colonial Pipeline Co. interrompendo temporaneamente quasi metà delle forniture di carburante destinato agli aerei della East Coast. Il prezzo del petrolio si impennò, fino al pagamento di 5 milioni di dollari per ripristinare la rete. Ora si teme qualcosa di analogo per l’oleodotto americano.

Contemporaneamente anche l’Europa vuole muoversi, e accelerare il processo di difesa dal rischio di attacco informatico. Già nell’ottobre 2020 si puntò a creare un ambiente di comunicazione sicuro, e finalmente questa settimana è arrivata la proposta di nuove norme in materia di cybersicurezza. Il tutto mentre proprio in Italia si sono verificati disservizi ad alcuni sistemi di Ferrovie dello Stato e Trenitalia. Che, come spiegato dalla stessa azienda, presentano “elementi che potrebbero ricondurre a fenomeni legati a un’infezione da cryptolocker“.

La Russia, però, nega vigorosamente di essere coinvolta nella psicosi di un attacco informatico che metta in ginocchio i sistemi telematici dei Paesi dell’Occidente. “Le accuse del presidente Usa Joe Biden sono isteriche e segnale di un’altra ondata di russofobia a causa della situazione in Ucraina“, ha detto infatti a TASS il vice ministro degli Esteri Oleg Syromolotov.

Il risultato del lavoro di un abile hacker
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Washington ha alimentato l’isteria per i presunti complotti di Mosca per molti anni. Piuttosto risponda alla proposta del presidente Vladimir Putin del 25 settembre 2020, per ripristinare la cooperazione Russia-Usa nel campo della sicurezza informatica internazionale“, ha proseguito il ministro. Che ha parlato anche di “errori di calcolo” della Casa Bianca. Non sgombrando certamente il campo dalla paura che un attacco informatico sia effettivamente un concreto rischio. A maggior ragione dopo l’isolamento del proprio internet nazionale da quello del resto del Pianeta, voluto dal Cremlino.


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