Russia, la guerra prima dello sport: come cambiano calcio, F1 e non solo

La finale di Champions League, che dovrebbe tenersi a San Pietroburgo, è in bilico, il GP di Russia anche: questi gli effetti dell'invasione dell'Ucraina

Una bandiera della Russia copre un campo di calcio
Foto: Pixabay | 8385
newsby Marco Enzo Venturini24 Febbraio 2022


Mentre il mondo intero guarda con sgomento ciò che sta avvenendo in Ucraina dopo l’invasione operata dalla Russia, lo sport prova a riorganizzarsi. E se il calcio europeo, tramite la Uefa, riflette sulla possibilità di stravolgere il calendario della Champions League, anche la Formula 1 sta vivendo ore di imbarazzo.

Champions League fuori dalla Russia? Le riflessioni Uefa

La prima grande riflessione è in corso, e riguarda appunto il calcio. Perché la Champions League di quest’anno dovrebbe concludersi con la finale del 28 maggio 2022 prevista proprio in Russia. L’atto finale della principale competizione europea, da calendario, si dovrebbe tenere alla Gazprom Arena di San Pietroburgo. Ma la Uefa sta provando a elaborare un piano di riserva per disputare in extremis la partita altrove.

Ne sta parlando da giorni ‘The Independent’, secondo cui proprio l’Inghilterra sta provando a proporre alla Uefa una sede alternativa alla Russia. I vertici del calcio europeo stanno valutando la possibilità di concludere la Champions League a Londra, nella consapevolezza di non poter optare né per Wembley né per il Tottenham Hotspur Stadium (già occupati). Potrebbe dunque spuntare il London Stadium, casa del West Ham United. L’Uefa ne discuterà in una riunione straordinaria del Comitato Esecutivo, venerdì 25 febbraio alle 10.

La Formula 1 prende tempo sul nodo Russia

Nel frattempo, nel circuito catalano di Montmelò, la Formula 1 sta disputando i test di avvicinamento alla stagione 2022. E la Russia è ampiamente rappresentata, sia dalla scuderia Haas (ampiamente foraggiata dallo sponsor Uralkali) che dal suo pilota Nikita Mazepin. E in ballo c’è anche l’organizzazione o meno del Gran Premio di Sochi, in programma per il 25 settembre.

Sulla questione, la stessa Formula 1 ha emesso un comunicato dai toni forse fin troppo morbidi. “Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi molto fluidi come molti altri e in questo momento non abbiamo ulteriori commenti sulla gara in programma per settembre. Continueremo a monitorare la situazione da vicino“, vi si legge. Nelle scorse ore, invece, Mazepin in persona si era detto ottimista: “In base agli accordi che abbiamo stipulato con la F1, il Gran Premio di Russia non è in discussione. Sicuramente mi vedrete in pista a Sochi“.

Connazionali di Putin, ma contro la guerra: i loro post

Altri sportivi suoi connazionali, tuttavia, sono stati ben più severi con la Russia e con il presidente Putin. Uno di loro è Fedor Smolov, attaccante della Dinamo Mosca, che su Instagram ha deciso di pubblicare un’immagine tutta nera con un cuore in frantumi vicino alla sigla internazionale dell’Ucraina.

 

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Ancora più severo Garry Kasparov, scacchista di fama mondiale. “Questo è il serpente che il mondo libero ha annidato nel suo seno, trattando Putin alla pari, come un alleato, mentre lui sprigionava la sua corruzione. Ora ha colpito di nuovo, dimostrando che non si può evitare di combattere il male. Si può solo ritardare quel momento, ma intanto il prezzo sale. Gloria all’Ucraina“, il suo durissimo attacco alla Russia e al suo presidente.


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