Razzismo in Champions League? Cosa è successo in Psg-Basakşehir

Basakşehir su tutte le furie per l'epiteto che il quarto uomo ha rivolto al camerunense Webo, ex attaccante e ora assistente tecnico. Ma la traduzione letterale del termine non cambia la sostanza

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newsby Marco Enzo Venturini9 Dicembre 2020


Un fatto increscioso, e senza precedenti nella storia del calcio. Perché PSG-Basakşehir non è purtroppo la prima partita a far registrare episodi di razzismo, o ad essere interrotta per gli stessi. Mai però era avvenuto che la causa di tutto fosse un comportamento di un componente dell’equipe arbitrale della partita. Con l’opinione pubblica che il giorno dopo inevitabilmente si divide: c’è chi evidenzia la presunta buonafede del quarto uomo, chi non la considera comunque una giustificazione sufficiente. Ma andiamo con calma.

Chi è l’assistente del Basakşehir insultato a Parigi

I fatti si sono verificati martedì sera a Parigi, nel corso della partita del Girone H di Champions League tra i parigini del PSG, appunto, e il Basakşehir, squadra turca di Istanbul. Proprio quest’ultima ha tra i propri dipendenti un assistente tecnico camerunense, Pierre Achille Webo. Attaccante di lungo corso, che partecipò anche a due edizioni dei Mondiali con la maglia dei Leoni Indomabili (nel 2010 e nel 2014), è stato lui a ricevere l’epiteto che ha provocato l’incidente diplomatico.

Nel corso del 13′ minuto sono infatti arrivate alcune pesanti proteste dalla panchina del Basakşehir, con l’arbitro romeno Ovidiu Hațegan che ha chiesto aiuto al quarto uomo Sebastian Coltescu per individuare l’uomo da espellere. L’assistente gli ha quindi risposto facendo riferimento a Webo, evidentemente non riconosciuto, e da lui chiamato semplicemente “negru”.

Un dibattito che non ha ragione di esistere

Hațegan e Coltescu hanno conversato tra loro nella madrelingua, quel romeno in cui la parola “negru” non ha di per sé l’accezione negativa dell’italiano (e anche dell’inglese). Vuol dire infatti semplicemente “nero” (come in spagnolo). La frase dell’assistente arbitrale suona comunque ugualmente stonata, ed equivale grossomodo a: “Quello nero laggiù, vai a controllare chi è. Quello nero laggiù, non è possibile faccia così“. La rabbia del Basakşehir è esplosa immediatamente, in particolare nella figura di Demba Ba. Ma anche le stelle del PSG non ci sono state, a partire da Neymar e Mbappé. La partita è stata quindi sospesa dopo 8 minuti di discussione. Sarà rigiocata oggi con altri arbitri.

La decisione è stata ufficializzata dalla Uefa, che ha designato per la “seconda parte” di PSG-Basakşehir l’olandese Danny Makkelie. Il match riprenderà da quel 13′ minuto in cui si è verificato il fattaccio. Resta il dibattito sull’infelice frase di Coltescu, e sullo scopo più o meno denigratorio di quel “negru”. Una vicenda sulla quale basta riportare il commento di chi era presente sul posto, ossia lo stesso Demba Ba. “Quando parli di un uomo bianco non dici ‘quel ragazzo bianco’, dici solo ‘quel ragazzo’. Quindi perché quando parli di un uomo nero dici ‘quel ragazzo nero’?“, si è legittimamente chiesto il senegalese che oggi gioca per la squadra turca. Perché, come si suol dire, non possono essere i bianchi a spiegare ai neri cosa sia razzismo e cosa no.


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