Spunti Rosa: Nibali scalpita, Sagan stecca, Demare esagera

Giro 2020 che sembra certificare la crisi dell'asso slovacco: a Matera stecca su un arrivo cucito su misura per lui. Intanto occhio allo Squalo, ringalluzzito d'un tratto

Giro d'Italia 2020
newsby Valerio Mingarelli9 Ottobre 2020


Partiamo da sua maestà Peter Sagan. Che annataccia, per il formidabile asso slovacco. Lui, l’uomo delle tre maglie iridate in fila, delle classiche vinte a frotte, dell’estro nel “mangiarsi” i finali di corsa più vari, sembra tutto a un tratto diventato il più fesso del bigoncio. La sua squadra, la Bora (voto 9), al Giro come al Tour fa i bimbi con i baffi per apparecchiargli al meglio la tavola per l’abbuffata. A re Peter, però, manca proprio lo smalto, non solo la gamba, dei tempi migliori. L’arrivo di Matera ieri era di quelli che in illo tempore si sarebbe divorato in un sol boccone: rettilineo in falsopiano, pane croccante per i suoi denti. Invece, nulla: altra stecca, in questo 2020 per lui maledettissimo. Margine per sbloccarsi c’è, ma va detto: in queste condizioni, Sagan (voto 5, di più non può avere) diventa un corridore buono, quasi normale. E difficilmente uno che non è abituato alla normalità porta a casa la vittoria.

Giro: il momento di grazia di Demare

Chi invece vive un momento straordinario è Arnaud Demare (voto 10). L’elegante sprinter di Beauvais ieri non era in pole position come Sagan e Matthews. Invece ha rifilato una legnata secca a tutta la ciurma, con una volata perfetta e prepotente. Di forza, si è andato anche a vestire di ciclamino: con questa gamba, negli sprint di gruppo per gli altri non ce n’è. La classifica a punti, con questo pimpantezza, ha un favorito designato. Dicevamo di Matthews (voto 5): va bene che si arrivava a Matera, ma l’australiano nel finale è rimasto ancora una volta di sasso. La forma dei giorni migliori, ormai è palese, la vede col binocolo. Al pari di Elia Viviani e Fernando Gaviria (voto 4 a entrambi), ancora non pervenuti. Se non si ripiglia nessuno di questi, Demare può fare incetta di tappe in questo Giro d’Italia autunnale.

Nibali e Almeida: le prospettive rosa

E veniamo a Vincenzo Nibali (voto 9). Non solo corre da padrone, ma ieri a un certo punto ha tentato addirittura il guizzo. Dopo il ritiro di Thomas, è come se si fosse d’un tratto ringalluzzito. Sabato scorso a Palermo dopo la cronometro pareva mogio, quasi rassegnato a giocarsi tutto al più un podio. Ora invece ringhia e manda avvertimenti a tutti gli altri pretendenti per la rosa finale (nessuno insormontabile, questo va detto).

Chiudiamo con Joao Almeida (voto 8). Il portoghese pare già un veterano con una decina di corse a tappe alle spalle. Per lui la situazione si era fatta pelosa, in un tratto in cui il gruppo sgassava a oltre 50 all’ora. Costretto a fermarsi per una foratura, non si è scomposto di un amen. Con calma placida, ha ovviato all’imprevisto e si è rifatto sotto. Chiaro, difficile possa lottare fino in fondo per vincere: a cronometro è forte, ma questo Giro presenta comunque tappe tremende sulle Alpi. Di sicuro però venderà cara la pelle. Oggi si arriva a Brindisi: sarà di nuovo sprintone.


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