Netflix, la vera “Regina degli Scacchi” gli fa causa per diffamazione

Nona Gaprindashvili, leggenda georgiana degli scacchi, accusa Netflix non solo di diffamazione, ma anche di violazione della privacy, per una scena specifica dell'ormai iconica serie

Regina di scacchi
Foto Unsplash by Shirly Niv Marton
newsby Redazione21 Settembre 2021


La Regina degli Scacchi” è sicuramente una delle serie targate Netflix di maggior successo. Ieri, lunedì 20 settembre, ha vinto il premio come miglior mini serie agli Emmy Awards ed è attualmente al settimo posto della classifica delle serie che hanno avuto più successo sulla piattaforma nei primi 28 giorni di pubblicazione, con 62 milioni di utenti.

La serie ha innescato una “corsa agli scacchi” e ha riportato all’attenzione di tutti la leggenda georgiana degli scacchi Nona Gaprindashvili. Però, non è tutto oro quello che luccida. La campionessa, infatti, sostiene che lo show ha sminuto la sua carriera e ha danneggiato la sua reputazione. Tutto questo, attraverso una singola frase pronunciata dal suo alter ergo nella serie Netflix, interpretato da Anna Taylor-Joy.

L’episodio incriminato de “La Regina degli Scacchi”, tra le serie Netflix di maggior successo

Nona Gaprindashvili ha così deciso di fare causa a Netflix per diffamazione e violazione della privacy. Questo, secondo una denuncia di 25 pagine depositata giovedì scorso in un tribunale in California. Il caso, secondo quanto emerso, si concentrà su una scena dell’episodio conclusivo della serie.

In questo episodio la protagonista della serie, Beth Harmon, affronta un grande maestro russo all’internazionale di Mosca. Un commentatore radiofonico osserva come lei sia considerata una giocatrice meno importante rispetto ai suoi colleghi maschi: L’unica cosa insolita di lei, in realtà, è il suo sesso. E anche questo non è unico in russia, C’è Nona Gaprindashvili, ma lei è una campionessa del mondo e non ha mai affrontato uomini” dice il commentatore.

La vera “Regina degli Scacchi”, che oggi ha 80 anni, insieme al suo team legale ha definito questa linea “manifestatamente falsa, grossolanamente sessista e sminuente“. Nella denuncia, infatti, viene riportato che nel 1968, anno in cui l’episodio della serie Netflix è ambientato, lei aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori maschi. Inoltre, viene fatto notare come Gaprindashvili sia georgiana e non russa. Un travisamento che, secondo quanto riportato nella denuncia, è davvero di “cattivo gusto” se si pensa che i georgiani hanno sofferto “sotto la dominazione russa” durante e dopo l’era dell’Unione Sovietica.

La richiesta di risarcimento di 5 milioni

Gaprindashvili accusa così Netflix di aver denigrato i suoi risultati e di aver creato una storia molto più drammatica di quella che è. Inoltre, afferma come la sua precedente accusa di diffamazione sia stata respinta senza rilasciare delle scuse pubbliche. La richiesta economica equivale a cinque milioni e nella denuncia si sostiene come le false dichiarazione contenute ne “La Regina degli Scacchi” abbiano causato alla campionessa “umiliazione personale, sofferenza e angoscia. Così come danni ai suoi profitti e guadagni, oltre che alla sua capacità continua di impegnarsi nel suo sostentamento professionale nel mondo degli scacchi“.

Netflix, dal canto suo, ha dichiarato di credere che il caso sia senza una base legale: “Netflix ha solo il massimo rispetto per la signora Gaprindashvili e la sua illustre carriera. Crediamo che questo reclamo non abbia alcun merito e difenderemo vigorosamente il caso“.


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