Il duo del “Cibo Supersonico”: chi sono Francesca Fariello e Chiara Ratti

Le due un anno fa hanno deciso di unire le forze e hanno vissuto per un mese a "impatto sotto zero"

Cibo Supersonico
La copertina del libro di Cibo Supersonico
newsby Ilaria Macchi21 Febbraio 2022


Francesca Fariello e Chiara Ratti sono le fondatrici di un progetto che prende il nome di “Cibo Supersonico”, ideato per mettere in atto nuove espressioni della cucina a base vegetale. Tutto questo viene realizzato tramite eventi privati, cene a domicilio e cooking class. In autunno hanno poi deciso di fare un passo ancora più importante: hanno vissuto per un mese “a impatto sotto zero“. Cosa significa? Le due hanno staccato il contatore per abbassare il più possibile le emissioni di CO2. Non solo, hanno messo a dimora 200 alberi in provincia di Brescia per dare un sostegno concreto all’iniziativa “Piantumazione Selvaggia”- Tutto questo è stato documentato con cadenza quotidiana sul loro sito e sui loro canali social in modo tale da mostrare chiaramente le conseguenze nella loro quotidianità.

Cibo Supersonico: Chiara Ratti e Francesca Fariello, chi sono

Chiara Ratti e Francesca Fariello sono diventate note per avere fondato il progetto “Cibo Supersonico“, un’iniziativa nata in un primo momento quasi per gioco, ma che si è poi rivelata un successo. L’iniziativa vuole essere un modo per mangiare in maniera più consapevole e naturale e completamente “plant-based”. Il cibo, come indicano nel loro sito internet, è infatti considerato un viaggio, una sorta di orchestra che permette di conoscere meglio i propri sensi.

Le due, che oggi sono anche una coppia nella vita, vengono da esperienze ma che si sono rivelate complementari. Francesca è una chef 33enne originaria di Formia, mentre la seconda ha 35 anni ed è di Erba, di professione social media manager.

Nonostante si pensi spesso che tra i fornelli debbano stare le donne, i più apprezzati sono spesso uomini. Ed è per questo che le due vogliono smentire questa idea: “Lo spazio per le donne è ancora troppo limitato – ha sottolineato Francesca al ‘Corriere della Sera’ -. Io me ne accorgo quando vado a fare formazione. Vengo chiamata nei ristoranti per capire come aumentare la proposta vegetale nei loro menu, ma spesso noto resistenza negli staff. È pure capitato che arrivi la richiesta di un preventivo, noi organizziamo tutto e poi la consulenza salta. Il motivo? L’idea che una donna giovane possa insegnare, per di più tecniche e ricette vegetali, dà fastidio. Basta vedere l’immagine che ancora oggi si vuole far passare nei programmi di cucina. Gli uomini sono sempre severi e autoritari, le donne dolci e morbide. Ma è una narrativa già scaduta da un pezzo”.

Il loro mese “a impatto sotto zero”

In autunno le due di “Cibo Supersonico” hanno vissuto per un mese in una maniera decisamente inusuale: per 30 giorni hanno provato a impattare il meno possibile sull’ambiente. Le rinunce che loro hanno fatto sono state importanti, ma confermano coem sia possibile affrontare la propria quotidianità prestando attenzione anche a quello che ci circonda.

Francesca e Chiara hanno così fatto a meno di elettricità (e di conseguenza luce, forno, freezer, frigorifero, lavatrice ecc) e acqua calda. L’unica energia a loro disposizione era fornita dai pannelli solari installati sul balcone. Non solo: stop agli acquisti, a meno che non fossero strettamente necessari, e ai viaggi in auto, spostamenti solo a piedi o tramite l’utilizzo di mezzi pubblici.

 


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