Arriva una nuova “House of Cards” in versione filo-Putin

Su Apple Tv andrà in onda una versione russa della celebre serie sulla politica americana “che mostra come la mente di Putin sia caduta in una paranoia cospirazionista”

Vladimir Putin, presidente della Russia
Foto Pixabay | DimitroSevastopol
newsby Lorenzo Grossi19 Maggio 2022


Uno degli uomini di fiducia del cerchio magico di Putin ha dovuto svolgere un compito importantissimo: guardare tutte le puntate della serie Netflix House of Cards. Perché, parola di Vladimir, “sono un’ottima cartina tornasole per comprendere la politica americana”. Il curioso episodio lo descriveva il giornalista russo Mikhail Zygar nel suo libro “All the Kremlin’s Men” (Tutti gli uomini del Cremlino). Uscito nel 2016, raccoglieva testimonianze indiscrete (perlopiù anonime) degli ex fedelissimi di Putin.

Un testo diventato un best seller in Russia, che oggi si prepara a diventare una serie tv, scritta dallo stesso Zygar. È stata presentata nei giorni scorsi dal produttore ucraino Alexander Rodnyansky“Una versione russa di House of Cards che mostra, passo dopo passo, come la mente di Putin sia caduta in una paranoia cospirazionista alimentata dalle persone che gli sono più vicine”, ha detto.

Al centro della serie, su cui Apple Tv avrà diritto di prelazione, non c’è solo la storia dell’ascesa di Putin, da ex ufficiale del KGB a uno dei politici più temuti al mondo, ma tutto il dietro le quinte del Cremlino. Tra scandali, potenti oligarchi e servizievoli esecutori. Un tema, quello della Putinocrazia (il neologismo è di Zygar) che, sull’onda del conflitto ucraino e di provvedimenti sempre più censori della Russia e dei suoi alleati, ricorre sempre più spesso in formati e su supporti diversi. È di ieri la notizia del divieto di vendita in Bielorussia del romanzo 1984 di George Orwell: arrestato il direttore della casa editrice che lo pubblicava.

Gli esempi simili alla “House of Cards” dedicata a Putin

Sono russi, infatti, due film presentati in questi giorni al mercato di Cannes, che scavano nel lato più oscuro dell’era putiniana. Il primo, “Mother Russia”, è una biografia della giornalista Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca nel 2006 dopo aver denunciato nelle sue inchieste le irregolarità del governo Putin. Politkovskaja avrà il volto di Maxine Peake (vista ne La teoria del tutto). Accanto a lei ci saranno l’ex Marvel Ciaran Hinds e il Lucius Malfoy di Harry Potter Jason Isaacs, sul set a fine anno per la regia di James Strong.

È un documentario l’altro progetto di Cannes. S’intitola “Ice Under his Feet” dell’attivista Kirill Nenashev, già autore nel 2016 del film “Putin Forever?”, sull’assassinio (avvenuto nel 2015 a Mosca) del politico e scienziato Boris Nemtsov. Al cinema e sulla piattaforma IWonderfull.it (a breve anche sul Nove) c’è da una settimana “Navalny”, il documentario di Daniel Roher vincitore di due premi al Sundance, sul tentato avvelenamento del fondatore del partito Russia del Futuro, e oppositore di Putin, Alexei Navalny. E proprio di quest’ultimo è la voce del documentario del 2021 “Putin’s Palace”, disponibile gratis con sottotitoli su YouTube, sugli scandali dietro alla costruzione della residenza del politico.


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