Guida galattica per autostoppisti: il futuro del turismo spaziale

Grazie a missioni come Ispiration 4 di SpaceX e la futura #dearmoon il settore sta muovendo dei passi da gigante nella direzione giusta

Turismo spaziale, cosa succede se qualcuno muore in orbita?
La Crew Dragon 2 di SpaceX
newsby Alessandro Bolzani16 Settembre 2021


Per anni lo spazio è rimasto una frontiera che solo pochi eletti hanno potuto oltrepassare. La possibilità di ammirare con i propri occhi le meraviglie del cosmo è stata a lungo riservata a chi aveva abbastanza fegato e cuore da dedicare anni interi della propria vita ad allenamenti massacranti e privazioni. Negli ultimi anni la situazione ha incominciato a cambiare. Il turismo spaziale ha iniziato a muovere timidamente i suoi primi passi, grazie anche agli investimenti di visionari come Elon Musk e Jeff Bezos. Al momento rimane un lusso riservato a pochissimi, ma anche questo potrebbe cambiare nel corso degli anni.

La missione Inspiration 4

Oggi, giovedì 16 settembre, il turismo spaziale ha mosso un altro importantissimo passo avanti. Pe la prima volta nella storia, un equipaggio di civili, non accompagnato da astronauti professionisti, ha partecipato a una missione del cosmo. Chiamata Inspiration 4, l’impresa è stata organizzata da SpaceX nell’ambito del suo programma spaziale ed è stata finanziata in larga parte dal miliardario statunitense Jared Isaacman, Ceo di Shift4 Payments. Il magnate ha stanziato 100 milioni di dollari per il programma, diventando così il capitano della spedizione.

Oltre a lui, altre tre persone sono salite a bordo della navetta Crew Dragon Resilience: si tratta del medico Hayley Arceneaux (sopravvissuta a un tumore e portatrice di protesi), la divulgatrice Sian Proctor (selezionata fra gli utenti di un servizio di e-commerce) e l’ingegnere aerospaziale Chris Sembroski (scelto tra i donatori di una raccolta di beneficienza). Il gruppo è decollato alle due di notte (ora italiana) dal Kennedy Space Center in Florida, per merito del razzo Falcon 9. La loro missione durerà tre giorni e ha un obiettivo ben preciso: raggiungere i 575 chilometri di distanza dalla Terra. Si tratta di una distanza maggiore di quella esistente tra il nostro pianeta e la Stazione Spaziale Internazionale.

L’impatto dei voli di Bezos e Branson sul turismo spaziale

Negli scorsi mesi, ben due miliardari hanno raggiunto lo spazio: Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, e Richard Branson, numero uno di Virgin Galactic. Al di la della semplice soddisfazione personale, per i due miliardari queste imprese hanno rappresentato un test decisivo per puntare con sempre maggiore convinzioni sui voli commerciali. “Dopo 16 anni di ricerca, Virgin Galactic è in prima linea in una nuova industria spaziale commerciale, che deve aprire lo spazio all’umanità”, aveva dichiarato Branson alcuni giorni prima della missione.

Il progetto #dearmoon

Guardando al futuro del turismo spaziale, non si può fare altro che attendere con impazienza e curiosità l’inizio della missione #dearmoon, che porterà il miliardario Yusaku Maezawa e altri otto civili ad ammirare da vicino la Luna. L’impresa, resa possibile da SpaceX, prenderà il via nel 2023 e durerà sei giorni. Tutte le spese saranno pagate da Maezawa in persona.


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