Islanda punta a fermare la caccia alle balene dal 2024

La caccia commerciale alle balene in Islanda potrebbe essere vietata entro due anni, dopo che un ministro del governo ha affermato che c'era poca giustificazione per la pratica

islanda punta a fermare la caccia alle balene
Foto Unsplash | Thomas Kelley
newsby Giulia Martensini5 Febbraio 2022


Il paese dell’Europa settentrionale è uno dei pochi luoghi in cui è consentita la caccia alle balene. Ma questa situazione potrebbe cambiare a partire dal 2024.
La domanda di carne è infatti diminuita drasticamente da quando il Giappone, il mercato principale dell’Islanda, ha ripreso la caccia commerciale alle balene nel 2019. Diventando quindi per l’Islanda un’attività non più redditizia.

Perché l’Islanda dovrebbe correre il rischio di tenere il passo della caccia alle balene, che non ha portato alcun guadagno economico, per vendere un prodotto per il quale non c’è quasi nessuna domanda?ha scritto il ministro della pesca Svandis Svavarsdottir sul quotidiano Morgunbladid.

Cacciare le balene non è più redditizio

Le quote annuali più recenti dell’Islanda consentono la caccia di 209 balenottere comuni, considerate in via di estinzione, e 217 balenottere minori, una delle specie più piccole.

Ma il ministro Svavarsdottir, un membro del Movimento Sinistra-Verdi, ha affermato che il fatto che negli ultimi tre anni sia stata ucciso un solo esemplare ha dimostrato che la pratica ha avuto scarsi benefici economici per il Paese. Cosa che si tradurrebbe in un fattore chiave nella decisione se estendere o meno la caccia alle balene oltre il 2023.

Quando il Giappone ha ripreso la commerciale nel 2019, dopo una pausa di tre decenni, ha causato un calo significativo della domanda per le esportazioni di balene islandesi, rendendo l’attività meno redditizia.

Un’attività sempre più difficile: meglio il whale watching

Anche altri fattori hanno reso la caccia alle balene più difficile. Le regole di distanziamento sociale hanno reso gli impianti islandesi di lavorazione della carne di balena meno efficienti. Mentre l’estensione di una zona costiera vietata alla pesca ha fatto aumentare il costo della caccia.

Il ministro Svavarsdottir ha anche affermato che le attività di caccia alle balene in Islanda possono persino avere un impatto negativo sull’economia. Ad esempio la catena statunitense Whole Foods ha smesso di commercializzare prodotti islandesi quando la caccia commerciale è ripresa nel 2006.

La notizia è stata accolta favorevolmente dagli attivisti, che da molti anni chiedono la fine della caccia alle balene in Islanda.

Questa è ovviamente una notizia estremamente gradita. I balenieri islandesi hanno ucciso centinaia di balene negli ultimi anni, nonostante la domanda interna quasi zero”, ha affermato Vanessa Williams-Grey dell’organizzazione benefica britannica Whale and Dolphin Conservation.

Altre attività legate alle balene hanno ora più successo in Islanda, in particolare il whale watching. Ogni anno centinaia di migliaia di osservatori di balene visitano l’isola nel 2019, sperando di intravedere i mammiferi marini.


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