Svolta sull’aborto farmacologico:
in day hospital e in tutte le regioni

È uno dei cambiamenti introdotti dalle nuove linee guida, annunciate dal ministro della Salute, che estendono anche il limite per la somministrazione del farmaco da sette a nove settimane

newsby Lorenzo Grossi8 Agosto 2020


Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato sui propri account social che verranno emanate nuove linee di indirizzo per l’aborto farmacologico. Le nuove indicazioni sull’interruzione volontaria di gravidanza per via farmacologica sostituiscono quelle finora esistenti, che risalgono al 2010. “Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà”, ha scritto Speranza. Il Ministero della Sanità ha elaborato le nuove linee guida sulla base del nuovo parere del Consiglio superiore di sanità. Speranza aveva richiesto un parere aggiornato dopo che la giunta di centrodestra della Regione Umbria aveva ripristinato l’obbligo di ricovero per tre giorni, facendo riferimento alle linee guida di dieci anni fa.

Com’erano le indicazioni di 10 anni fa sull’aborto farmacologico e come sono adesso

Le linee di indirizzo del 2010, recepite dal ministero della Salute, permettevano infatti la somministrazione del farmaco solo entro le prime sette settimane di amenorrea (l’assenza di mestruazioni). E consigliavano un’ospedalizzazione di tre giorni (benché negli altri paesi d’Europa le settimane fossero nove). Lasciavano però libertà di scelta alle Regioni sul ricovero. Per questo negli ultimi anni alcuni enti locali si sono discostati dalle linee ministeriali e hanno introdotto il regime di ricovero in day hospital.

Con le nuove linee guida, inoltre, viene superato il limite di sette settimane per l’aborto farmacologico, che viene esteso a nove. Secondo il parere del Consiglio di sanità alla base delle nuove linee guida, “non esistono [infatti] evidenze scientifiche che sconsiglino la somministrazione alla nona settimana”. Si potrà somministrare il farmaco sia in consultorio sia in ambulatorio in spazi idonei e da personale dedicato. Le donne che lo assumono, infine, potranno tornare a casa dopo mezz’ora, a patto che non siano in condizioni di ansia e che a casa non siano sole. Il ricovero di tre giorni non sarà più richiesto.

Aborto, Viale: “Nuove linee guida era ora, al Sant’Anna non eravamo fuorilegge”


“L’aborto farmacologico può essere fatto in day hospital, non è più previsto ricovero. Ora più nessuno può sottrarsi a una pratica che in strutture come quella in cui opero avveniva già”. Così il dottor Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino, plaude alle nuove linee guida sull’interruzione di gravidanza. Viale torna sulla decisione dello scorso giugno della Regione Umbria di vincolare l’aborto al ricovero ospedaliero: “Era una posizione ideologica, la legge 194/78 non prevede nessun ricovero. Come prevedevo, la presidente dell’Umbria ha avuto come unico risultato quello di scuotere il ministro Speranza a chiedere finalmente un nuovo parere al Consiglio Superiore di Sanità, dove per altro non c’è nessun esperto in materia”. “Ora mi aspetto che le Regioni si organizzino con strutture specializzate”, conclude, “ci vuole competenza e aggiornamento per offrire un servizio adeguato”.


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