Passaporto vaccinale, la Cina è il primo Paese al mondo a lanciarlo

Si può ottenere un certificato, digitale o cartaceo, tramite la piattaforma WeChat, che mostra lo stato vaccinale di un cittadino e i risultati dei test Covid effettuati

Pass vaccinale, il Garante della Privacy è scettico: “Serve una legge”
Passaporto vaccinale
newsby Lorenzo Grossi9 Marzo 2021


La Cina è il primo Paese al mondo a lanciare il passaporto vaccinale. Il certificato, digitale o cartaceo, prova l’immunizzazione del possessore e i risultati dei test per il Coronavirus che ha effettuato. È disponibile per i cittadini cinesi che lo richiederanno attraverso la piattaforma WeChat. Lo scopo del passaporto, spiega il Ministero degli Esteri di Pechino, è di “aiutare a promuovere la ripresa economica mondiale e a facilitare i viaggi oltre confine”. Al momento il documento non è obbligatorio.

Il certificato contiene un codice Qr che consente alle autorità degli altri Paesi di ottenere le informazioni sanitarie dei turisti provenienti dalla Cina. Così spiega l’agenzia statale Xinhua. In Cina un sistema di codici Qr viene già utilizzato per regolare l’accesso ai trasporti e ad altri luoghi pubblici. Il tutto tramite app che tracciano gli spostamenti dei cittadini. Producono un codice “verde” se l’interessato non è stato in stretto contatto con persone infette o non ha viaggiato in zone considerate focolai.

L’ipotesi di passaporto vaccinale anche negli Usa e in Ue

Intanto Stati Uniti e Gran Bretagna stanno pensando a una soluzione simile al passaporto vaccinale. L’Unione Europea sta lavorando a un ‘green pass’ per permettere ai propri cittadini che siano stati vaccinati di muoversi liberamente all’interno ed all’esterno dei confini europei. Pochi giorni fa, tra l’altro, in Italia, il Garante della Privacy ha frenato sull’ipotesi del pass vaccinale.

L’Authority ha ritenuto infatti che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini debba essere l’oggetto di una norma di legge nazionale. A tale proposito, nel caso si intenda far ricorso alle predette soluzioni, spiegava ancora il Garante (che non si riferiva al passaporto vaccinale di cui discute la Ue, ma di iniziative private o regionali), l’Autorità richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.


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