Covid, Oms: “La fine della pandemia è a portata di mano”

Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha spiegato che “la scorsa settimana il numero dei decessi settimanali è sceso al minimo da marzo 2020”

Oms Ucraina
Foto Pixabay | padrinan
newsby Alessandro Bolzani16 Settembre 2022


Manca ormai poco alla fine della pandemia di Covid-19. Iniziato alla fine del 2019, il contagio di massa non è mai stato così vicino a una conclusione come ora, perlomeno secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). “La scorsa settimana, il numero di decessi settimanali per Covid-19 è sceso al minimo da marzo 2020. Non siamo mai stati in una posizione migliore per porre fine alla pandemia”, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa. “Non ci siamo ancora, ma la fine è a portata di mano”. L’Oms ha però invitato a tenere gli occhi aperti, perché coronavirus Sars-CoV-2 rappresenta ancora una “acuta emergenza globale”. Del resto, nei primi otto mesi del 2022 il Covid è costato la vita a oltre un milione di persone.

L’importanza di continuare a “correre”

Tedros ha aggiunto che un maratoneta non si ferma quando vede il traguardo, ma corre più forte, attingendo a tutta l’energia che gli resta. “Anche noi dobbiamo farlo. Possiamo vedere il traguardo, siamo in una posizione vincente. Ma ora è il momento peggior per smettere di correre. Ora è il momento di correre più forte e assicurarci di superare il limite e raccogliere i frutti di tutto il nostro duro lavoro”, ha sottolineato il direttore dell’Oms. “Se non cogliamo questa opportunità ora, corriamo il rischio di più varianti, più morti, più interruzioni e più incertezza”, ha concluso Tedros.

Covid, l’Aifa sui nuovi vaccini: “Priorità agli over 60”

Un buon modo per continuare a muoversi verso il traguardo menzionato da Tedros è vaccinarsi contro il Covid. A tal proposito, l’Aifa ha da poco dichiarato che i nuovi vaccini, efficaci contro le sottovarianti Omicron 4 e 5, sono destinati a chi corre il rischio maggiore di sviluppare le forme gravi della malattia, ossia gli over 60 e i fragili. “Tutti gli altri soggetti possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale”.
Il CTS ha osservato che al momento non ci sono elementi per esprimere un giudizio preferenziale nei confronti dei diversi vaccini bivalenti disponibili (ceppo originario BA.1 e BA.4-5): “Tutti aumentano la protezione contro diverse varianti e aiutano a mantenere una protezione ottimale contro il Covid-19”.


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