Cosa significa per il Covid essere endemico?

Per quanto confortante sia l'idea che il Covid diventi endemico, occorre non farsi troppe illusioni sul fatto che endemicità significhi fine di tutto

cosa significa per il Covid essere endemico
Foto Unsplash | engin akyurt
newsby Giulia Martensini20 Gennaio 2022


La diffusione della variante Omicron ha spinto molte persone a domandarsi se il Covid non fosse finalmente entrato in una fase endemica, dopo oltre due anni di pandemia. Ciò significherebbe che il virus continuerebbe comunque ad esistere, ma senza causare conseguenze così drammatiche come quelle viste finora.

Alcuni paesi europei come la Spagna stanno facendo dei piani provvisori per quando potrebbero iniziare a trattare il Covid come una malattia “endemica”. Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che il mondo non è affatto vicino a dichiarare la fine della pandemia.

Anche se la situazione potrebbe stabilizzarsi, diversi scienziati ritengono assai probabile l’arrivo di nuove varianti che potrebbero ribaltare la situazione. Cerchiamo quindi di capire meglio cosa significa esattamente “endemico” e quali sono le implicazioni per il futuro.

Pandemia ed endemia, quali le differenze?

Le malattie sono endemiche quando si verificano regolarmente in determinate aree secondo schemi consolidati, mentre una pandemia si riferisce a un focolaio globale che provoca ondate di malattie imprevedibili.

Dopo circa due anni di pandemia, l’idea che il Covid possa diventare una malattia endemica sembra apparire una notizia positiva. Sotto certi aspetti si tratta di un progresso, ma è importante non fare confusione. Una malattia endemica non significa che è scomparsa: le persone continuano ad ammalarsi, alcune sviluppano sintomi più gravi di altre e hanno un maggior rischio di morire a causa dell’infezione.

Quando una malattia raggiunge uno stato endemico significa che si è stabilizzata: la quantità di casi nella popolazione interessata rimane all’incirca costante. Non ci sono abbastanza soggetti vulnerabili perché si verifichino epidemie e non ci sono abbastanza soggetti immuni per evitare che la malattia continui a diffondersi. È una circostanza in cui il numero di riproduzione è circa uguale a uno: in media una persona ne infetta un’altra.

Ma questo non significa che non ci saranno problemi.
Molte malattie gravi, tra cui la tubercolosi e l’HIV, sono considerate endemiche in alcune parti del mondo e continuano a uccidere centinaia di migliaia di persone ogni anno. La malaria, ad esempio, è considerata endemica in molte parti dell’Africa subsahariana e si stima che causi più di 200 milioni di casi ogni anno, di cui circa 600.000 morti.

Endemico di per sé non significa buono“, ha detto il dottor Michael Ryan, capo dell’OMS per le emergenze.”Endemico significa solo che è qui per sempre.

Per molti paesi, designare una malattia come endemica significa che saranno disponibili meno risorse per combatterla, poiché probabilmente non sarà più considerata un’emergenza di salute pubblica.

Chi decide quando il Covid diventerà endemico?

La maggior parte dei paesi ricchi probabilmente prenderà questa decisione a seconda di come il virus circolerà all’interno dei propri confini e della possibilità che nuovi casi causino grandi focolai.

L’OMS non dichiara tecnicamente l’inizio o la fine di una pandemia. Il suo livello di allerta più alto è un’emergenza sanitaria globale e il Covid ha garantito tale distinzione da gennaio 2020. Da allora l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha convocato un comitato di esperti ogni tre mesi per riesaminare la situazione.

È probabile che la pandemia finirà quando gli esperti dell’OMS dichiareranno che il Covid non si qualifica più come un’emergenza globale, ma i criteri per tale decisione non sono definiti con precisione.

È in qualche modo un giudizio soggettivo perché non si tratta solo del numero di casi. Riguarda la gravità e l’impatto“, ha affermato il dottor Michael Ryan, capo dell’OMS per le emergenze.

Altri hanno sottolineato che designare il Covid come endemico è probabilmente una questione politica piuttosto che scientifica e riguarda soprattutto quante malattie e morti le autorità nazionali e i loro cittadini sono disposti a tollerare.

La presenza relativamente stabile di una malattia endemica è un mondo ancora lontano dai picchi imprevedibili dell’attuale pandemia. Come ha twittato l’epidemiologo dell’Università di Harvard Bill Hanage: “A scanso di equivoci, Omicron non è endemico in questo momento più o meno allo stesso modo in cui la luna non è un criceto“.

La proposta della Spagna

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato la scorsa settimana che il calo dei tassi di mortalità per Covid suggerisce che la malattia debba essere considerata endemica. Ciò significa che i funzionari spagnoli non avrebbero più bisogno di registrare ogni infezione da Covid. E che le persone con sintomi non sarebbero necessariamente sottoposte al test, ma continuerebbero a essere curate se sono malate.

Un’idea che ha trovato riscontro anche nel mondo scientifico, secondo cui contare i singoli contagi avrebbe meno senso con la variante Omicron. Ben più rilevante sarebbe limitarsi a segnalare solo i ricoveri e i decessi. Per alcuni si tratta di eliminare un ‘inutile allarmismo, ma altri, contrari, sottolineano che il numero dei contagi rappresenta ugualmente un indicatore cruciale per capire in che direzione stiamo andando.

In che modo si può eliminare un virus?

Ci sono generalmente quattro opzioni a lungo termine per un virus circolante. L’estinzione, come si pensa sia accaduto al coronavirus meno trasmissibile che ha causato l’epidemia di Sars-1 del 2002-3, ottenuta grazie agli sforzi concertati di salute pubblica. Eradicazione globale, come con il vaiolo attraverso la vaccinazione. L’eliminazione regionale o locale, come sta cercando di ottenere la Cina con la sua politica zero-Covid. E infine l’endemicità, dove la malattia è una presenza costante.

Il coronavirus è così abile nel trovare nuove persone da infettare, comprese quelle già vaccinate o contagiate, che l’estinzione e l’eradicazione globale sembrano impossibili. L’eliminazione locale richiede politiche di contenimento e controlli alle frontiere che molti trovano troppo draconiani.

Questo lascia l’endemicità. La precedente immunità da vaccinazione e infezione sta alleggerendo il carico sanitario, ma endemica non significa benigna.  Non significa che il virus abbia smesso di evolversi nè che si potrà mettere da parte le misure di prevenzione, come i vaccini o le mascherine.

Per quanto confortante sia l’idea che il Covid diventi endemico, occorre non farsi troppe illusioni sul fatto che endemicità significhi fine di tutto.

 

 

 

 


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