Stato di emergenza, Green Pass e zone gialle: i nodi del prossimo Cdm

Il Consiglio dei ministri e la Cabina di regia con il premier Mario Draghi sono previsti per oggi, mercoledì 21 luglio, ma secondo alcune indiscrezioni potrebbero essere rinviati a domani

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newsby Alessandro Bolzani21 Luglio 2021


Nelle prossime ore il governo dovrà prendere delle decisioni importanti sulla gestione dell’emergenza Covid-19 nel resto del 2021. Durante il Consiglio dei ministri (Cdm) saranno tre i principali argomenti di discussione: la (probabile) proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, i nuovi parametri per i cambi di colore delle regioni e l’introduzione del Green Pass obbligatorio per accedere ad alcuni luoghi pubblici. Il Cdm e la Cabina di regia con il premier Mario Draghi sono previsti per oggi, ma secondo alcune indiscrezioni potrebbero essere rinviati a domani.

L’eventuale proroga dello stato di emergenza

Lo stato di emergenza, in scadenza il 31 luglio, dovrebbe essere esteso almeno fino alla fine del 2021. Questa scelta sarebbe legata soprattutto all’aumento dei contagi, dovuto alla variante Delta, ma anche alle prossime elezioni amministrative. La decisione finale spetterà alla cabina di regia.

Nuovi parametri per le zone gialle

A causa della recrudescenza del virus, il governo potrebbe essere costretto a rivedere i parametri che determinano il passaggio di una regione da un colore all’altro. Restando fedeli al modello attuale, infatti, si rischierebbe di vedere quasi tutta Italia in zona gialla nel giro di pochi giorni. È per questo che il Cdm potrebbe decidere di passare a un sistema basato sui contagi e l’incidenza a uno incentrato sui tassi di ospedalizzazione e all’occupazione di posti letto nelle terapie intensive. In realtà, anche con il nuovo sistema alcune regioni finirebbero per tornare quasi subito in zona gialla.

Cdm, il nodo Green Pass

Negli ultimi giorni il Green Pass ha rappresentato il “pomo della discordia” all’interno della maggioranza. L’idea di rendere il certificato obbligatorio per accedere ad alcuni luoghi pubblici non piace a tutti i partiti e sembra improbabile che si arrivi a una soluzione paragonabile a quella della Francia. Come suggerito da Nino Cartabellotta, il presidente della Fondazione Gimbe, il Green Pass potrebbe essere usato solo per limitare gli accessi ai grandi eventi (concerti, partite ecc.), lasciando bar e ristoranti a “libero accesso”. Nelle ultime ore si sta valutando la possibilità di consentire l’ingresso in alcuni luoghi anche a chi ha fatto una sola dose di vaccino.


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