Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica: perché sì

Berlusconi sarebbe il primo Presidente della Repubblica di centrodestra da decenni e rappresenta la maggioranza del Paese. Impresentabilità in Europa? Falso

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newsby Redazione17 Gennaio 2022


Il centrodestra si era compattato, dopo il summit di Roma, intorno alla figura di Silvio Berlusconi come nuovo Presidente della Repubblica. Una candidatura, dalla quale peraltro sembra essersi sfilato Matteo Salvini, che ha scatenato le proteste del centrosinistra e da parte dell’opinione pubblica. Non necessariamente a ragione, però. E vediamo di capire il perché.

Berlusconi rappresenta gli italiani

Il Presidente della Repubblica deve essere il garante della maggioranza degli italiani, e Berlusconi lo è. Conti alla mano, la maggioranza (per quanto relativa e non assoluta) dell’Assemblea preferirebbe che fosse lui il nuovo Capo dello Stato. Ma questo non è un mero conto aritmetico di Parlamento e vari delegati locali. È diretta espressione di quella volontà popolare che, sin dalle elezioni politiche del 2018, in maniera costante ha espresso il desiderio di essere rappresentata dal centrodestra. Per quanto, in diversi snodi di questa delicata fase per l’Italia e il mondo intero, spesso non ci sia stato modo di esprimerlo alle urne.

Presidente della Repubblica: da decenni è di centrosinistra

Il Presidente della Repubblica viene eletto ogni sette anni. E per quanto, almeno da Tangentopoli, all’esecutivo si siano alternati più governi di centrodestra che di centrosinistra, il Capo dello Stato non è mai stato votato da una maggioranza di centrodestra. Sin dal 1992, le elezioni di Tangentopoli, condizionate anche dalla tragedia di Giovanni Falcone. Fu eletto Oscar Luigi Scalfaro, sì democristiano ma “moralizzatore“, a discapito di Forlani e Andreotti. Meno di due anni dopo, Berlusconi iniziò la sua prima esperienza da premier.

Se però i vent’anni successivi (in realtà 17) resero Berlusconi il capo del governo più longevo della storia della Repubblica, Forza Italia è sempre stata all’opposizione quando il Presidente della Repubblica è stato eletto. Lo era nel 1999, quando iniziò il mandato di Carlo Azeglio Ciampi. Lo era nel 2006, l’anno dell’elezione di Giorgio Napolitano. E lo era anche nel 2015, quando ha avuto inizio il settennato di Sergio Mattarella. Ora potrebbe essere l’anno del primo Capo di Stato apertamente moderato da trent’anni. Il primo conservatore addirittura da cinquanta (Giovanni Leone). Ma questo sembra sconvolgere qualcuno.

Quanto Berlusconi ha inciso sull’Italia di oggi

La figura di Silvio Berlusconi è stata determinante non solo per la politica italiana delle ultime generazioni, ma anche per l’intera società. Probabilmente nessuno come lui è stato in grado di tracciare un solco tra l’Italia del Dopoguerra, degli anni di Piombo, delle tensioni sociali, e il Paese di oggi. Con il suo ruolo centrale nell’Unione europea e nella Nato, lontano da regimi autoritari ed esponenzialmente più moderno rispetto agli opachi anni ’90. Se il Presidente della Repubblica è espressione del popolo italiano, pochi possono ricoprire tale ruolo meglio del fondatore di Forza Italia.

Esiste poi una fronda di detrattori che sostengono una presunta impresentabilità di Berlusconi nelle importantissime stanze europee. In particolare nei mesi del Pnrr. Anche questo è sostanzialmente falso. Il non populismo di Forza Italia è emerso spesso e volentieri nei complicatissimi mesi della pandemia, e lo stesso PPE ha sostenuto tramite vari esponenti che tale elezione a Presidente della Repubblica non avrebbe nulla di sbagliato. Anzi.

Il sì del PPE: l’Europa non è contraria

Berlusconi ha dimostrato di avere la conoscenza per ricoprire l’incarico – ha dichiarato al ‘Corriere della Sera’ Manfred Weber, capogruppo del PPE al Parlamento europeo –. Ha l’esperienza, ha già il network, conosce i partner Ue e può parlare loro direttamente. Ha mostrato di poter uscire dall’agone politico anche se è stato il leader forte del centrodestra per oltre vent’anni“. “Ho il polso di quel che si dice, in Europa e naturalmente di quello che si dice nel nostro partito. E lui è la più grande risorsa e massima competenza nei rapporti internazionali. Se diventasse Presidente della Repubblica, con Draghi a capo del governo, l’Italia sarebbe imbattibile“, ha dichiarato invece Antonio López, da vent’anni Segretario del Partito Popolare europeo.

Con buona pace di chi ritiene che l’Europa non vorrebbe Silvio Berlusconi come nuovo Presidente della Repubblica italiana.


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