Multa da 100 euro ai 50enni no-vax? Costa (molto) di più il cane che sporca

Paradosso all’italiana: multe salate per infrazioni risibili, ma per chi non rispetta l’obbligo vaccinale solo una sanzione “una tantum”

Multa da 100 euro ai 50enni no-vax? Costa (molto) di più il cane che sporca
(Pixabay)
newsby Alessandro Boldrini17 Gennaio 2022


In Italia rischia molto di più chi non raccoglie i bisognini del proprio cane rispetto a un ultra 50enne che non rispetta l’obbligo vaccinale anti Covid-19. Lo dicono i numeri. O meglio, l’importo segnato su un eventuale verbale. L’ultimo decreto governativo ha infatti introdotto delle multe “una tantum” da 100 euro per gli over 50 no-vax. Sanzione che, ovviamente, si somma alle altre in vigore per chi non ha il green pass.

Una misura molto discussa nelle scorse settimane e che continua a sollevare polemiche ancora oggi. Soprattutto se paragoniamo queste multe, che – è bene specificarlo – riguardano il diritto alla salute pubblica tutelato dalla Costituzione. Eppure, a confronto, finisce paradossalmente per pagare molto di più chi commette infrazioni del tutto risibili.

Il paradosso delle multe “una tantum”

Ad esempio, i regolamenti sulla tenuta degli animali domestici impongono l’obbligo di raccogliere gli escrementi del proprio cane da terra e di pulire nel caso sporchino. Chi non lo rispetta rischia multe salatissime, che possono arrivare addirittura a 3mila euro. Trenta volte di più. Se il nostro amico a quattro zampe abbaia durante le ore notturne, invece, la sanzione amministrativa è di 100 euro.

Guai, invece, a scambiarsi baci ed effusioni in auto nel Salernitano, dove alcuni anni un Comune ha introdotto multe fino a 500 euro. Un cittadino over 50 che non si vaccina, lo ricordiamo, paga un quinto della penale. Ancora peggio, invece, va per i massaggiatori ambulanti dei litorali toscani e romagnoli. Qui i trasgressori rischiano infatti sanzioni dai 2mila ai 10mila euro.

Costa di più spalmare la marmellata…

Ha pagato di più di un ultra 50enne no-vax perfino quella mamma di Bergamo che ha spalmato la marmellata per il figlio per merenda. Una marmellata costosissima: le è costata una multa da 1.032 euro per violazione delle norme sulla sicurezza alimentare. Oppure il fruttivendolo di Trento che ha esposto un cartello con la scritta “fagiolini siciliani” anziché “fagiolini italiani”. Risultato? Verbale da 770 euro.

Si rischia meno a non vaccinarsi contro il Covid in un periodo di emergenza nazionale che a fare un regalo. Avete capito bene: un regalo. È capitato infatti che un ristoratore di Verbania ricevesse una sanzione da 800 euro per aver sistemato a spese sue il marciapiede fuori dal suo locale dopo aver chiesto – invano – per mesi al Comune di metterci una pezza.

…o mettere un tappetino sul marciapiede

Ci sono poi multe più salate per chi “osa” abbellire l’ingresso del suo negozio. È successo a Ferrara, dove una parrucchiera si è vista recapitare un verbale da 180 euro per aver messo un tappetino natalizio sul marciapiede. Paradossale, infine, a Milano, dove dal 2013 il prontuario comunale punisce con 3.098 euro di multa chi trasporta in auto una salma priva di idoneità sanitaria. Chi non rispetta l’obbligo vaccinale (mettendo a repentaglio, in primis, la propria salute) paga un trentesimo della cifra.


Tag: multeVaccino Covid